Sarno. Ordine di carcerazione per Massimo Graziano: dovrà scontare 11 mesi e 28 giorni di reclusione

Scritto da , 5 dicembre 2015

SARNO. Profilo basso, non una parola, forse memore della pesante confisca già inflittagli nel 2011, Massimo Graziano stavolta in carcere ci è finito per davvero.
Il 43enne, di origini sarnesi, sin da quattro anni, figurava come presunto pluripregiudicato alla luce delle sue parentele con Felice Graziano, elemento di spicco dell’omonimo clan egemone nell’avellinese, la cui appartenenza gli aveva già fatte scattare le manette in seguito ad un’ordinanza della Direzione investigativa antimafia di Salerno. Dopo un po’, tuttavia, era stato rilasciato.
La Squadra mobile salernitana lo ha arrestato ieri mattina per il 416bis (associazione per delinquere di stampo camorristico) al porto e alla detenzione abusiva di armi, nonché per numerose denunce di estorsione e rapina.
L’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli, giunge al termine della negazione della richiesta di appello ai danni dello stesso accusato, che nella giornata di ieri è stato poi trasferito alla casa circondariale di Salenro. E pensare che i beni confiscatigli nel 2011 (due immobili del valore di un milione di euro) gli erano stati restituiti appena un anno dopo, ma nel luglio scorso già si erano intraviste le prime avvisaglie di un non tranquillo futuro: la sentenza di conferma della sorveglianza speciale.
I reati a suo carico risalgono agli anni tra il 2000 e il 2004, tutti presumibilmente compiuti a Sarno. Ora Massimo Graziano dovrà espiare una pena di 11 mesi e 28 giorni di reclusione. Destino giudiziario a cui nel 2005 erano scampati i suoi cugini, Arturo e Adriano Graziano, inizialmente implicati nel giro di racket sui cantieri ma poi assolti per non aver commesso il fatto. Meno fortunati erano stati i suoi due fratelli, Valentino e Mario, vittime di un agguato della camorra alla fine degli anni Ottanta, sempre in territorio sarnese.
Le origini di Massimo Graziano lasciano intuire che il clan omonimo avesse un ruolo importante in alcuni comuni dell’Agro nocerino-sarnese e non solo nella zona irpina, di “competenza” invece del cugino Felice.
Il legale di Graziano, Rodolfo Viserta, non ha ancora rilasciato dichiarazioni alla stampa. Quel che è certo, è che un duro colpo al clan del suo assistito è stato inflitto.

di Massimo Salvo

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