Santomauro: «andremo al Consiglio di Stato»; Francese: «due pesi e due misure»; Ceriello: «sentenza condivisa»

Scritto da , 30 luglio 2015
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di Carmine LANDI

LA STIZZA DELL’EX SINDACO. «Faremo appello al Consiglio di Stato».

L’ex sindaco, Giovanni Santomauro, aveva rilasciato queste dichiarazioni ai nostri taccuini all’indomani del respingimento dei ricorsi, aggiungendo che «a stretto giro di posta, la verità verrà fuori».

Il già primo cittadino, poi, aggiunse queste parole: «non condivido questa sentenza, ma pure le sentenze non condivise vanno rispettate. Aspetto, tuttavia, di conoscere le motivazioni, sì da appellarmi al Consiglio di Stato». Resta dunque da comprendere cosa farà Santomauro ora che son venuti fuori i perché.

 

3. Cecilia Francese COMIZIOPER LA FRANCESE È UN’INGIUSTIZIA. «Non c’è motivazione che tenga».

Così ha parlato Cecilia Francese alla vigilia della divulgazione dei perché del Tar, aggiungendo che «non si possono fare due pesi e due misure, dal momento che, con arresti eseguiti e chiare colpe e connessioni, Roma non si scioglie, mentre Battipaglia, dove non risulta nulla, sì perché così fa comodo a qualche potere occulto che ha preferito evitare di andare alle elezioni perché poi avrebbe perso» L’endocrinologa, che a tratti si sente «non rappresentata dalla giustizia», ha parlato pure degli uffici comunali: «a Roma il prefetto rimuove parte dei dirigenti, mentre qui, dopo tre anni di commissariamento, ci ritroveremo gli stessi».

 

8. Luciano CerielloCERIELLO VEDE LA RINASCITA. «Grazie ai commissari la città sta rinascendo».

Luciano Ceriello, presidente provinciale di “Noi Tutti Liberi e Partecipi”, ha parlato così: «le decisIoni dei giudici vanno rispettate, al di là del fatto che in questo caso ne condivido pure le motivazioni».

Un rapido excursus: «quando si arrivò al commissariamento – rimembra Cerullo – assistemmo alle reazioni scomposte e isteriche  di tanti che, opponendosi  al provvedimento del Governo , chiedevano che si andasse subito al voto, pensando di averne un vantaggio elettorale, anche se questo significava far correre rischi a Battipaglia»

Rivendica d’esser stato, all’epoca, «una voce fuori dal coro» e ringrazia i commissari straordinari, che hanno avviato «un cammino  di rinascita economica e sociale».

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