Sanità commissariata? Il decreto sblocca fondi non servirà all’Asl di Salerno

Scritto da , 12 Aprile 2013
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Il decreto sblocca fondi per le imprese, oltre che al Comune di Salerno, potrebbe non essere utile neppure all’azienda sanitaria locale. A quanto pare le aziende di regioni commissariate (come la Campania, appunto) potrebbero restare a bocca asciutta. Insomma anche in questo caso – così come già accadrebbe per il Comune di Salerno – i fornitori, imprese e chiunque avanzi crediti dall’azienda sanitaria locale dovrà attendere. Insomma proprio dove c’è maggiore sofferenza, si continuerà a soffrire, nonostante gli interventi governativi.
E non solo, ci sarebbe un allarme in più: le regioni potrebbero ricorrere ad un aumento dell’addizionale Irpef per l’eventuale utilizzo delle previste anticipazioni. Oltre il danno la beffa? In Campania, e di conseguenza a Salerno, potrebbe essere proprio così. Nell’Asl di Squillante, la massa debitoria sembrerebbe ancora troppo alta e il direttore generale dell’azienda di via Nizza starebbe studiando un piano aziendale «lacrime e sangue». Un atto che sarà all’esame dei sindacati e delle parti istituzionali, lunedì prossimo ma che ieri mattina è stato già oggetto delle critiche e degli appelli da parte del primo cittadino di Salerno,Vincenzo De Luca. Attualmente non circolerebbe nessuna bozza. Sarebbe tutto top secret per quanto riguarda i dettagli ma sicuramente il tutto sarebbe incentrato su una sostanziale riduzione della spesa.

Sospeso il taglio degli ospedali, in attesa delle decisioni del Tar di Salerno che ha sospeso la chiusura della struttura di Agropoli rimettendo la decisione a giugno, segnando anche un sostanziale precedente per gli altri nosocomi, l’atto aziendale dovrebbe riguardare la riduzione delle strutture complesse e dei relativi primari. Si parla di una ridistribuzione dei camici bianchi ma soprattutto dei dirigenti.
Ma sindaci e sindacalisti mettono le mani avanti.

 

Strutture convenzionate Asl, mancano le apparecchiature. E’ caos sulle strutture convenzionate dell’Asl di Salerno. Al momento la situazione vedrebbe: strutture ospedaliere senza gli adeguati macchinari per gli esami clinici e centri privati, ormai, senza soldi e senza regolari contratti con l’Azienda Sanitaria Locale. Il caso più eclatante a Nocera Inferiore, dove l’ «Umberto I» è completamente privo di attrezzature di medicina nucleare ed ai centri locali sarebbero stati, almeno ufficialmente, revocati i rapporti di collaborazione con l’Azienda Sanitaria. Una vicenda paradossale che vedrebbe i pazienti al centro della diatriba, che assume carattere prettamente amministrativi, a discapito delle cure e della salute degli utenti.
E l’azienda sa. Almeno secondo le carte che sono state già trasmesse e l’attenzione della direzione generale di via Nizza a Salerno, con le quali si comunicava il prosieguo del ricorso alle strutture esterne per alcune prestazioni di diagnostica strumentale. Perché mentre il medico studia, il malato non può morire. Tra l’altro, alcune delibere sanciscono il rapporto di convenzione con determinate strutture del territorio provinciale. Atti risalenti ad anni passati che non sarebbero stati più rinnovati. Tempo di fare chiarezza, dunque, soprattutto nei territorio dove le strutture ospedaliere sono carenti di macchinari, indispensabili per l’analisi di alcune patologie.

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