San Matteo, la Digos piomba in Consiglio comunale

Scritto da , 1 ottobre 2014
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di Andrea Pellegrino

La Digos piomba anche in Consiglio comunale. Le indagini sui fatti di San Matteo non si fermano, nonostante le prime iscrizioni sul registro degli indagati di presunti responsabili di atti contro il Vescovo Moretti durante la processione del 21 settembre. Il procuratore Corrado Lembo prosegue sulla sua strada, così come la Digos di Salerno che continua ad acquisire elementi utili alle indagini in corso. Così ieri mattina gli agenti sono stati presenti in aula, proprio durante la discussione sugli spiacevoli episodi verificatisi nel giorno della festa patronale. Argomento tirato in ballo dall’opposizione, ed in particolare dai consiglieri comunali Raffaele Adinolfi ed Antonio Cammarota che si sarebbe concluso con il silenzio assordate da parte dell’amministrazione comunale (era presente il vicesindaco Eva Avossa) e dell’intera maggioranza consiliare. In particolare attraverso una raccomandazione, poi una interpellanza ed infine una mozione, Antonio Cammarota ha tentato invano di sollecitare la risposta dell’amministrazione, chiedendo che non solo il caso fosse discusso durante la seduta consiliare di ieri ma che si intraprendessero azioni volte alla tutela dell’immagine del Comune di Salerno. «Ho chiesto all’amministrazione di stigmatizzare i fatti, di avere un incontro ufficiale con il Vescovo Moretti a Palazzo di Città e di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale e di presentare denuncia a tutela dell’immagine della città», ha detto Antonio Cammarota che proseguendo ha condannato il silenzio dell’amministrazione. Ma la mozione di Cammarota sarebbe finita immediatamente all’attenzione degli inquirenti il cui sguardo è rivolto proprio a Palazzo di Città. Da chiarire, ancora, c’è l’apertura della Casa comunale al passaggio del Santo, il posizionamento delle transenne per delimitare il corteo e soprattutto la presenza dei vigili urbani, alcuni di loro già ascoltati dalla Digos. I caschi bianchi presenti quel giorno, secondo indiscrezioni, altro non hanno fatto che dichiarare che l’apertura del Palazzo di città seguiva le decennali abitudini durante il giorno del 21 settembre. Insomma Curia o no, il Palazzo era aperto in “onore del Santo della città”, la cui immagine “è impressa anche sulla vetrata principale del Comune”. Disposizione confermata dalla stessa Eva Avossa durante la risposta fornita in forma scritta all’interrogazione del consigliere comunale Cammarota.
Quanto alle indagini condotte dal pubblico ministero Fittipaldi, non si esclude che da qui a breve il numero di coinvolti potrebbe aumentare. Non fosse altro che all’attenzione della Digos ci sono altri filmati che riprenderebbero, non solo i portatori, ma anche le persone che durante la processione si sono scagliate con il Vescovo di Salerno. Nelle prossime ore, dunque, il cerchio potrebbe allargarsi notevolmente.

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