Salifornia diventa una discarica. Un mare di rifiuti anche alla Baia

Scritto da , 12 marzo 2018
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di Brigida Vicinanza

Stessa spiaggia, stesso mare? Anche quest’anno, un accenno di primavera a marzo e parte la sfida “social” per gli amanti di Salerno, tra foto e proteste per le condizioni in cui versano i litorali salernitani. Ma non si tratta di spiagge di provincia, ma di quelle centrali. Sul lungomare di Salerno, precisamente spiaggia di Santa Teresa, si intravedono o meglio, si vedono abbastanza bene, i primi segni di incuria e di inciviltà. È una domenica mattina di sole e a fare da padrona sulla spiaggetta al centro di Salerno è la spazzatura. Bottiglie di plastica, di vetro, resti ovunque. È questo lo spettacolo offerto a turisti e salernitani che avrebbero voluto soltanto qualche ora di relax al sole, dopo le settimane invernali di pioggia e freddo. A rendere il tutto così “meravigliosamente” confortevole è “l’odore” che si riesce a percepire. Sui social e sui gruppi facebook, arrivano le prime segnalazioni dei cittadini. Stesse condizioni anche per la spiaggia tra Salerno e Vietri, la famosa “Baia”, completamente abbandonata a se stessa. Anche qui la spazzatura e l’incuria lasciano il segno, così come si può vedere da alcune foto postate sul gruppo “Figli delle chiancarelle”. Insomma, che l’inciviltà sia all’ordine del giorno è risaputo, ma che l’incuria possa prendere così posto all’organizzazione e ad una seria bonifica delle zone fa parte della “straordinarietà” salernitana, città europea. A queste due realtà si aggiunge anche quella della zona orientale, con le spiagge martoriate ogni anno, dove poi diventa addirittura pericoloso il tutto, tra cantieri aperti, lavori di manutenzione interminabili e la conseguente “chiusura” dei pochi metri di sabbia rimasta ancora libera. Dunque, si spera, che almeno quest’anno in prossimità della stagione estiva, si possa dare ai salernitani almeno la possibilità di usufruire delle poche spiagge libere presenti in città, senza per forza dover costringere questi ultimi al salto dell’ostacolo, o per l’esattezza del rifiuto.

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