Salerno, si riorganizzano i clan: lotta per la leadership. Casalesi a Scafati

Scritto da , 1 febbraio 2016

 

Non ci sono sostanziali cambiamenti nelle “geografia” delle criminalità salernitana. Dalla relazione del presidente vicario della Corte d’Appello, Claudio Tringali, emerge come unico elemento di divergenza, e non per questo meno preoccupante, la presenza di “Gruppi”, dopo lo sfaldamento del clan Pannella-D’Agostino, composti da giovani pregiudicati dediti principalmente all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, le cui velleità di crescita risultano arginate e contrastate da positive azioni investigative ed operative. La scarcerazione di pregiudicati già noti per il ruolo di rilievo nel contesto della criminalità organizzata cittadina potrebbe essere fattore di ulteriori evoluzioni degli equilibri malavitosi nel capoluogo. In particolare alcuni di loro potrebbero stabilire un rapporto privilegiato con le nuove leve ponendo le basi per la creazione di un consorterie criminali. La situazione è oggetto di costante attenzione investigativa anche al fine di individuare tempestivamente l’insorgere di possibli contrasti propedeutici a scontri interni per la conquista della leadership, com’è avvenuto in occasione dell’omicidio di Donato Stellato e del duplice omicidio di Antonio Procida e Angelo Rinaldi. Provincia/Area nord. Il clan Matrone continua ad essere un punto di riferimento nella città di Scafati. In seguito alla cattura di Francesco Matrone, avvenuta nel 2012, il gruppo è impegnato nell’individuazione di una leadership allo scopo di continuare a gestire attività illecite quali usura, estorsioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nonché, relativamente alla città di Scafati, ad intervenire nella gestione degli appalti pubblici facendo confluire interessi criminali ed economici, essendo stata riscontrata la partecipazione alle gare di ditte provenienti dall’area casertana ricandente sotto l’infleunza del clan dei casalesi. Su Pagani continua ad operare il clan Fezza-Petrosino D’Auria nel contesto criminale di riferimento, di giovani emergenti, legati a rapporti di stretta parentela con i capi storici, soprattuto Gioacchino “spara spara” D’Auria Petrosino e Tommaso Fezza. Il clan Serino, nonostante il recente blitz, continua ad operare su Sarno. Da rilevare il costante approvviggionamento, come evidenzia nella relazione la Polizia di Stato, dall’Agro Nocerino alla zona di Napoli e Caserta. In aumento fenomeni estorsivi nei confronti di attività commerciali anche se non sempre formalmente denunciate. Area sud. Sulla Piana del Sele sono presenti, anche se in forma ridimensionata, i clan Pecoraro Renna ed il clan De Feo. Risultano attivi sul territorio attraverso alcuni affiliati rimasti in stato di libertà o scarcerati, operanti, anche in virtù di direttive da parte dei capoclan in stato di dentenzione, nella gestione di diverse e complesse attività illecite di assoluto interesse per le associazioni di matrice mafiosa quali: estorsioni, usura, truffa nel settore dei trasporti, traffico di sostanze stupefacenti. Usura ed estorsione. In danno di commercianti ed imprenditori continua ad essere uno dei fenomeni più rilevanti sul territorio, in particolare nella provincia salernitana. Inoltre avvalendosi di pochi fiduciari, spesso incensurati, esponenti del crimine organizzato acquisiscono, in maniera fittizia, attività aziendali.

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