Salerno. Sequestrati scarichi di struttura sanitaria privata

Scritto da , 14 luglio 2015

 

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, a Salerno, nell’ambito delle attività di controllo ai depuratori ed agli scarichi di acque reflue di strutture sanitarie pubbliche e private, anche in relazione allo stato di inquinamento delle acque marine e dei fiumi, hanno apposto i sigilli di sequestro agli scarichi di acque reflue industriali di una nota locale struttura sanitaria privata, convenzionata.

 

L’attività di polizia giudiziaria eseguita dai Carabinieri e che ha portato al sequestro preventivo odierno in esecuzione al decreto del GIP del Tribunale di Salerno, dott. Vincenzo Di Florio, è stata coordinata dal sostituto Procuratore dott. Silvio Marco Guarriello, della sezione reati ambientali della Procura Salernitana, guidata dal Procuratore Capo Corrado Lembo.

 

La Procura della Repubblica ha anche emesso informazione di garanzia a carico di una persona, il legale rappresentante della società di gestione della casa di cura, per la violazione emersa in ordine al reato previsto dal D.L.vo n.152/2006 (Codice dell’Ambiente).

 

In particolare, a seguito dei controlli eseguiti dai Carabinieri del N.O.E. congiuntamente ai tecnici del dipartimento ARPAC di Salerno che hanno effettuato i campionamenti e le analisi di laboratorio, si è proceduto al sequestro preventivo degli scarichi delle acque reflue industriali a servizio della casa di cura, con informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno a carico della legale rappresentante, indagata per avere, in relazione al reato ex art.137 del d.lgs.152/2006, effettuato ovvero consentito uno scarico industriale senza autorizzazione nella fognatura comunale, in particolare con autorizzazione scaduta di validità ed inoltre immettendo reflui risultati inquinanti sia per il batterio Escheria Coli, presente in misura assai superiore ai parametri di legge (valore di 520.000/100ml, a fronte di un limite massimo di 5000ufc/100ml), sia per il superamento del valore massimo dei solidi sospesi totali e sia perché il campione è risultato non accettabile dal punto di vista eco tossicologico.

 

Il Giudice per le Indagini Preliminari, pertanto, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero che ha condiviso le risultanze investigative dei Carabinieri, al fine di non consentire il protrarsi o l’aggravarsi del reato, ha ritenuto di disporre il sequestro preventivo di quanto descritto, ma ha inoltre disposto il contestuale dissequestro condizionato finalizzato all’acquisizione delle autorizzazioni di legge, ciò al fine di evitare l’improvvisa interruzione dell’attività assistenziale al cittadino, considerando prevalente il carattere di pubblico servizio sanitario svolto anche in regime di convenzione ASL a favore di una vasta utenza.

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