Salerno Pulita assume 95 operai Napoli: ordinanza di urgenza

Scritto da , 18 maggio 2018
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Erika Noschese

«Noi intensificheremo le nostre azioni anche in vista della stagione estiva». Lo ha dichiarato il sindaco Enzo Napoli, in merito all’emergenza rifiuti che continua a verificarsi in città dovuta anche al fermo dello Stir di Battipaglia che, non potendo ricevere rifiuti, ha rallentato l’azione di raccolta dell’indifferenziato. Recentemente, è stata firmata una deroga circa l’impianto di accattonamento del secco e dell’indifferenziato sul sito di Ostaglio, ristrutturato per far sì che «questa sofferenza si ribaltasse nei minimi indispensabili sulla nostra città», ha aggiunto il primo cittadino che nella mattinata di ieri ha incontrato Giuseppe Corona, commissario del Bacino e le forze sindacali per partire subito con un’azione che permetta di trasferire al Comune la tenuta delle campane per il vetro, atteaverso Salerno Pulita. La novità riguarda l’assunzione di 95 dipendenti: 84 operai del consorzio e 11 intercantieri. A lanciare nuovamente un grido di allarme è però il segretario generale della Fiadel provinciale, Angelo Rispoli secondo cui «con gli impianti al collasso questa provincia rischia di vivere un’estate infernale dal punto di vista igienico-sanitario. Senza una diversa cultura anche la raccolta differenziata dei rifiuti può aiutarci a poco. Il prefetto di Salerno intervenga in tempi brevi». E, dunque, arriva da Rispoli la denuncia circa quanto sta accadendo nel salernitano per il rallentamento nel conferimento dei rifiuti dopo le vicende riguardanti gli impianti tra cui quello di Battipaglia. «Con l’Ente d’Ambito fermo al palo ecco che la nuova gestione dei rifiuti si è palesata per quello che è: fallimentare. Questa estate rischiamo di trovarci con la spazzatura sotto casa. Non perché il servizio non sia efficiente, ma semplicemente perché non sapremo dove riversare i rifiuti». Per Rispoli le soluzioni temporanee servono a poco ed ecco perché chiede alla Prefettura di Salerno di farsi garante di una vera e propria rivoluzione culturale. «La sconfitta di tutti sarà quando saremo costretti a conferire fuori regione, ma a questo non dobbiamo arrivarci. Adesso questo tempo va valorizzato con un ragionamento a cui anche Regione Campania e Provincia di Salerno devono essere presenti. Il problema, se risolto con le solite tecniche, tornerà prepotentemente a condizionare le nostre vite tra qualche mese anche per la saturazione degli attuali impianti è nota a tutti e abbiamo solo un paio di mesi di respiro prima che scoppi davvero un’emergenza da record». Da qui la proposta: «Si sviluppi un piano, con i vertici dell’Ente d’Ambito che spero diventi attivo il prima possibile, magari prevedendo anche la costruzione di un nuovo impianto. Nessuna barricata ambientalista, ma solo l’intenzione comune di superare questa fase di incertezza che sta portando la provincia di Salerno a diventare una pattumiera. Ribadisco che, da tempo, giace inevasa una richiesta d’incontro presso la prefettura di Salerno presentata insieme alle altre organizzazioni sindacali che ha lo scopo di far sedere intorno al tavolo prefettizio i vari attori della vicenda che sono la Regione Campania, l’Ente d’Ambito, il commissario liquidatore del Consorzio Bacino Salerno 2 e i vari Comuni ricadenti nel territorio del consorzio tra l’Amministrazione di Salerno. Da questa riunione dovrà trovarsi una sistemazione definitiva per le sorti dei lavoratori e la gestione del ciclo dei rifiuti che ci faccia uscire dall’emergenza».

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