“Salerno non si lega”: le sardine riunite in piazza Amendola

Scritto da , 7 Dicembre 2019
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di Giovanna Naddeo

Le note di “Bella Ciao” e lo sventolio di sardine di cartone dai colori sfavillanti: no, anche Salerno “non si lega”. In tanti hanno preso parte, nella serata di ieri, al flash mob in piazza Amendola, sulla scia dell’iniziativa bolognese ormai in replica in gran parte delle città italiane e persino oltre i confini nazionali. Sotto le migliaia i partecipanti secondo la Questura di Salerno, all’incirca 3.500 secondo gli organizzatori della serata. «Il nostro è un messaggio di vivacità. Dobbiamo ricominciare a stare insieme» ha esclamato a gran voce Matteo Zagaria. «La nostra comunità è attualmente disgregata da narrazioni che l’hanno lobotomizzata. E’ necessario ritornare a occuparsi dei problemi reali ormai passati in secondo piano, forse perché non strumentalmente utili ad aggregare elettorati, e quindi voti». Musica e parole si sono alternati al microfono, durante una serata sì spontanea, eppure con una chiara finalità, come lo «stimolare le persone a partecipare attivamente, a passare dai social network alla piazza» ha sottolineato Stefano Cibarelli, studente fresco di diploma. A lui il compito, nei giorni scorsi, di canalizzare i diversi canali nati spontaneamente in un unico grande gruppo. «E’ una serata importante per la nostra comunità, che già nei mesi scorsi ha manifestato contro la dialettica dell’odio e della discriminazione che una certa parte del mondo politico sta veicolando». Così Francesco Napoli, che ha aggiunto: «Abbiamo voluto dare un segnale di vivacità, riconfermando la nostra storia di Paese antifascista. Lo dobbiamo a chi è venuto prima di noi». Accanto a lui, tanti giovani artisti come Rocco Scarano, artista salernitano che ha partecipato a Sanremo Young. «La democrazia torna a riprendersi le piazze», è il commento del professore Giso Amendola. «In questa piazza si respira una grande energia. Tanti giovani sì, ma anche quarantenni che hanno subìto diverse batoste nella loro vita». Tra i presenti, anche il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa, che plaude all’iniziativa giovanile. «Condivido le motivazioni e sono qui per essere al fianco dei ragazzi che finalmente hanno deciso di scendere in piazza. Noi restiamo più defilati e li guardiamo con ammirazione e speranza». Sul palco, spazio anche alle testimonianze di Osvaldo Casalnuovo, papà affamato di verità e giustizia in seguito alla perdita del figlio Massimo avvenuta nell’agosto 2011. L’appello ai giovani: «Ragazzi, riprendetevi il vostro futuro». Ma non finisce qui perchè le sardine salernitane si dicono pronte a prendere parte alla manifestazione in programma a Roma il prossimo 14 dicembre. «In questa piazza stiamo scrivendo il nostro manifesto. Non ci fermeremo qui. Crediamo nei nostri valori e e andremo avanti. Non ci faremo inscatolare»

 

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