Salerno. “Le disposizioni impartite dal carcere”

Scritto da , 17 Aprile 2019
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Due sodalizi criminali dediti allo spaccio che si uniscono formando un unico cartello. Da un lato al vertice troviamo Michele Bisogni (che agisce per conto dei fratelli) e dall’altro Giovanni Esposito. Michele Bisogni, fratello dei gemelli Sergio ed Enrico aveva preso il posto dei germani come referente e reggente del clan Pecoraro Renna. E per conto dei fratelli, detenuti fuori dalla regione Campania, riceveva periodicamente somme di denaro, provento dell’attività di traffico di stupefacente, materialmente gestita dai fratelli Quaranta, al fine di agevolare l’associazione camorristica. Tali somme venivano utilizzate per garantire l’assistenza economica e legale ai rispettivi affiliati detenuti o i familiari. L’altro sodalizio dedito allo spaccio vedeva al vertice Giovanni Esposito, il quale ha continuato ad impartire ordini anche durante la sua detenzione presso la casa circondariale di Fuorni. E, lo faceva attraverso la moglie Lucia Trotta ed il figlio Gianluca. Le disposizioni sovente venivano impartite nel corso dei colloqui che il detenuto aveva con i familiari. Inoltre, stando alle risultanze investigative in carcere Giovanni Esposito ha stabilito contatti e rapporti con altri soggetti detenuti e dediti al traffico di droga creando ulteriori canali di spaccio, successivamente gestiti dai familiari che nel corso dei colloqui gli rendicontavano gli esiti degli stessi. Al fine di poter “organizzare il lavoro” dalla cella di detenzione Esposito non lesinava di utilizzare un telefono cellulare clandestinamente introdotto nel penitenziario. Lucia Trotta oltre a ricevere e far eseguire le disposizioni del marito che arrivavano dal carcere si occupava anche dell’occultamento e custodia presso la sua abitazione sia della droga che del denaro proveniente dall’attività di spaccio e della riscossione dei crediti derivanti dal traffico di stupefacenti. Finanziatori dell’attività di spaccio erano Carmine Quaranta e Adelchi Quaranta. Un grande slancio all’attività investigativa è stata data sia dalle intercettazioni ma soprattutto dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Sabino De Maio e Marino. I fratelli Quaranta in un primo Momento si erano inseriti nel gruppo gestito da Sergio ed Enrico Bisogni, successivamente vi è l’avvicinamento e l’alleanza tra questo gruppo e i membri della famiglia De Feo e poi la gestione del traffico di sostanze stupefacenti nei picentini svolto proprio dai fratelli Quaranta. Tutti gli arrestati a partire da questa mattina saranno sentiti dal giudice per le udienze preliminari Pietro Indinnimeo.

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