Salerno in piazza per Roberto

Scritto da , 14 agosto 2013
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Continuano a riempire le pagine dei giornali e a sconvolgere l’opinione pubblica i tanti suicidi che vedono come protagonisti i più giovani, spesso maggiormente deboli, esposti a tristi episodi di bullismo.
Roberto è stato uno di questi. Il 7 agosto scorso ha deciso di togliersi la vita a Roma all’età di quattordici anni poiché la sua identità sessuale era divenuta motivo di derisione e isolamento.
Il comitato provinciale Arcigay Marcella di Folco Salerno si ribella a questa tragica realtà e decide di organizzare in memoria di tutte le vittime dell’odio omotransfobico un sit-in e una fiaccolata che si è tenuta nella giornata di ieri in Piazza Amendola a Salerno, presso la Prefettura.
“Non possiamo sopportare che una società omofoba abbia stroncato la vita di questi ragazzi. Meritavano la possibilità di conoscere quelle gioie e belle emozioni che il futuro aveva il serbo per loro” esordisce il Presidente del Comitato Ottavia Voza.
Ma il sit- in pacifico non nasce solo con l’intento di sottolineare l’atrocità di questi avvenimenti ma anche, e soprattutto, per coinvolgere la cittadinanza nell’approvazione di una legge di contrasto all’omotransfobia che non sia soltanto punitiva.
“Una norma che mira a condannare queste assurde vicende rappresenta per noi solo un primo passo. E’ essenziale ricorrere a politiche culturali rivolte soprattutto alle scuole che sono gli ambienti in cui maggiormente si manifesta il disagio legato alle azioni di bullismo omotrasfobico. Bisogna approvare nel più breve tempo possibile questa legge che sta avendo un percorso molto complesso nel Parlamento per una serie di emendamenti che hanno svuotato di senso la proposta originaria” spiega il Presidente.
Un gruppo di parlamentari di area cattolica hanno, infatti, precisato che un decreto di questo genere limiterebbe la libertà di pensiero e di espressione.
“Tutto ciò appare ai nostri occhi terribile e raccapricciante – continua la Voza – è come se qualcuno parlasse di un uomo di colore delineandolo come una brava persona, figlio di Dio, pur considerandolo inferiore e limitato. La diversità è un valore che ci accomuna, non un elemento di svantaggio. Essere gay non significaessere malati!”
Un momento d’incontro per le diverse realtà dell’associazionismo LGBT (Lesbian, gay, bisexual, and transgender) che si conclude con una rinnovata speranza di un futuro libero da pregiudizi.
Annacaterina Scarpetta

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