Salerno: I macellai non ci stanno: «La nostra carne è di qualità»

Scritto da , 29 ottobre 2015

I macellai salernitani sono contrari alle rivelazioni del rapporto Oms. Negli ultimi giorni, infatti, l’agenzia dell’Onu che si occupa di salute e medicina ha dichiarato che il consumo di carne lavorata e il consumo di affettati aumenterebbe il rischio di contrarre il tumore al colon, indicando anche la carne rossa come prodotto «possibilmente cancerogeno». «Tutto può essere dannoso, bisogna usare moderazione nel mondo dell’alimentazione». A parlare è Aniello Merola (nella foto), proprietario de “L’emporio delle carni” in via Marino Paglia, che continua: «Credo che il problema principale possa essere l’uso di conservanti, che a lungo andare potrebbe provocare problemi. Di sicuro non è pericoloso mangiare carne rossa una, due volte a settimana, soprattutto quando le persone sanno che il prodotto è di una certa qualità». E a pensarla così è anche il proprietario della macelleria Trotta: «Al giorno d’oggi le persone si accontentano della quantità, non più della qualità, senza capire che se noi vendiamo ad un determinato prezzo è perché abbiamo dei costi di lavorazione. La differenza sul prodotto si sente – continua il macellaio – e il gusto non ha paragoni: può essere sempre soggettivo ma quando si usano prodotti nocivi che potrebbero causare cose gravi, i consumatori se ne accorgono. Tempo fa dicevano che il problema era la carne bianca, oggi invece è la carne rossa; la verità è che non ho una risposta concreta perché c’è un caos totale sulla questione dell’alimentazione». E oltre alla qualità, esprime un parere personale un altro macellaio del centro di Salerno: «Secondo me ci sono altri interessi che riguardano i piani alti. La verità è che c’è una mafia dietro, delle persone che s’arricchiscono su queste cose e la classe colpita, purtroppo, è sempre la nostra. Se nutrizionisti e dietologi consigliano la carne rossa e gli insaccati, un motivo ci sarà». Giovanni Biroccino, invece, proprietario della macelleria sita in via Paolo De Granita, è stufo dei continui attacchi: «Tutto è cancerogeno allora, anche l’aria che respiriamo e le verdure che mangiamo. La verità è che danneggiano sempre i piccoli, mai il colpevole. Io mangio la mia carne cruda, conscio della qualità, gli altri non saprei: se esistono carni lavorate possibilmente cancerogene è perché sul mercato sono stati introdotti conservanti e altre cose nocive, ma di certo questi prodotti non hanno nulla a che fare con prodotti di qualità e la vera carne si differenzia sempre. Le tasse sono aumentate al 35%, la macchina del fango avanza e a questo punto la situazione diventa insostenibile per noi lavoratori che subiamo continuamente ingiustizie. Vorrei capire come fanno a produrre cibi fuori stagione e tanto altro, con l’uso di sostanze nocive per la crescita forse e la diffusione quotidiana. Quei prodotti, allora, non sono cancerogeni? Chi lo sa». E un quesito sembrano porselo anche i fratelli Accurso, macellai dal 1935: «Ammesso e concesso che gli affettati possano essere cancerogeni, bisognerebbe eliminare allora chi introduce i conservanti, perché i problemi derivano da questi ultimi. Se i prodotti sono dannosi e rendono la carne a sua volta nociva, come mai sono a norma di legge? Riguardo la lavorazione della carne, tra cui l’essiccazione, sappiamo bene che viene praticata fin dall’antichità e sembra strano che al giorno d’oggi la carne e il sale possano creare gli effetti dichiarati dall’Oms. La cattiva informazione, unita ad altri mezzi, crea solo paura e disagi per tutti».

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