Salerno di tutti, Andreou traccia la linea: «Rinnovare programmi e persone»

Scritto da , 27 marzo 2016
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La sinistra salernitana si organizza e prova a concretizzare la sua “Salerno di tutti”. A dare un contributo fattivo al progetto c’è anche la componente locale di “L’altra Europa con Tsipras” che, con il suo portavoce Andreas Andreou, sta prendendo parte al lavoro di costruzione – insieme a Sel, Rifondazione comunista, Possibile e Laboratorio 20 – alla costruzione della lista unitaria della sinistra. Una lista che dovrà abbandonare le vecchie logiche, perché vi è la necessità  di «di un programma radicale», per cui «il candidato o la candidata a sindaco non potrà provenire dal ceto politico consumato nel teatrino che conosciamo, altrimenti ogni speranza sarà perduta». «Ai nostri interlocutori» – sottolinea Andreou, «abbiamo chiesto di non riesumare dalla naftalina cadaveri politici ex Pd o ex Pci come candidati a sindaco. La palla sta a loro e se ci vogliono vedere partecipare a questa critica partita per la sinistra a Salerno come ovunque, dovranno abbandonare la loro autoreferenziale miopia minoritaria e indurre i loro frantumati apparati a compiere un passo indietro col fine di sollecitare l’avanzamento di soggetti nuovi, portatori dei conflitti nuovi».
Per Andreou, in questo percorso, ci sono dei punti dai quali non si può prescindere: tra questi «un chiaro posizionamento a sinistra del Pd in opposizione alla sua deriva liberista e in difesa dello stato sociale e della democrazia, con obiettivo la riaggregazione di un blocco sociale che si riappropri delle garanzie costituzionali e difenda le libertà, arginando i pericoli autoritari in atto». Un percorso, questo, che secondo il portavoce di “L’altra Europa”, dovrà dar vita ad una sinistra che, a Salerno, dovrà  «opporsi alle politiche di austerità, cioè difendere i lavoratori nelle loro vertenze, dando voce anche ai precari e ai disoccupati e, nello stesso momento, lottare per la qualità della vita e sostenere i quartieri, ad esempio quello di  Fratte contro le fabbriche inquinanti, oltre che ricostruire un movimento di solidarietà e di pace contro le guerre».
Il nuovo volto della sinistra salernitana, a parere di Andreou, non dovrà però essere legato all’antideluchismo “tout cour” privo di qualsiasi proposta costruttiva e alternativa. Un programma alternativo per la città «non potrà basarsi su una sterile isteria antideluchiana,  ma dovrà essere antagonista e propositivo. La critica al modello accentratore, centralista, piramidale e personalistico del deluchismo non potrà contemplare proposte assurde come la pretesa di demolizione per via giudiziaria del Crescent secondo la pretesa di alcuni», alla luce del fatto che «la più aggiornata scienza ecologista insegna che l’inquinamento procurato da una demolizione del genere sarebbe decine di volte superiore al suo pur opinabile disturbo paesaggistico». Anche le “Luci d’Artista” non andrebbero osteggiate ma migliorate: «Non vanno spente – sottolinea Andreas Andreou –  ma sarà opportuno modificare la redistribuzione, in senso orizzontale, dei loro benefici, che non devono avvantaggiare  quattro ristoratori, ma favorire più strati della comunità»
Il programma di “Sinistra di tutti” dovrà «intercettare le istanze dei movimenti e le loro esigenze», al fine di giungere alla «costruzione di nuove forme e processi di coesione sociale, rivendicando spazi per i giovani e agevolando la loro creatività».
L’auspicio di Andreas Andreou è che la presenza di “L’altra Europa”, al fianco di Sel, Rifondazione e Possibile, possa far riavvicinare alle urne ed alla politica tanti elettori e militanti demoralizzati.
Lo stesso portavoce guarda anche con interesse alla situazione generale della mappa del voto salernitano. Con la vera e propria “autoeliminazione” del Movimento cinque stelle, “Sinistra di tutti” potrebbe pescare nel bacino elettorale del movimento facente capo a Beppe Grillo: «Personalmente non avevo mai considerato 5 stelle una forza capace di rappresentare una valida alternativa al modello De Luca. La sua direzione, se mi è permessa la metafora, stava con 2 stelle vicino a De Luca, altre 2 stelle soffrivano di smania personalistica da far emergere,  e l’ultima stella manovrava contro tutti» – ha ironizzato il portavoce de L’Altra Europa».

(man)

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