Salerno, città del non lavoro: il grido degli ex Eldo e Filtrona

Scritto da , 11 febbraio 2014

Giovani, meno giovani, chi con famiglia a carico e chi no. Tutti però con un solo comune denominatore: non hanno più il proprio posto di lavoro. Sono gli ex operai della Filtrona e gli ex dipendenti del megastore Eldo che ieri mattina hanno unito le proprie forze e hanno presidiato la sede dello store di via San Leonardo. All’unisono hanno protestato contro quello che pare essere diventato un vero e proprio caso a Salerno, con la continua chiusura di esercizi commerciali e industrie. «Città del turismo, città delle luci… e la città del lavoro?» – la voce dell’Usb Salerno a difesa dei lavoratori, d’improvviso privati di dignità e occupazione – «non c’è più niente, l’elenco delle aziende che chiudono si allunga sempre di più: è una città alle soglie della povertà. Di questo passo andranno avanti con altri problemi, dalla casa alla povertà. Non abbiamo avuto poche risposte o nessuna, non sono stati presi in considerazione i lavoratori di tutte le aziende. È ora di alzare la testa e fare battaglia». Su cinque negozi tre dell’azienda Eldo sono stati chiusi da un giorno all’altro e la preoccupazione dei dipendenti è proprio quella di non essere più occupati né all’interno della precedente sistemazione, né in altre poiché le grandi aziende stanno già preparando il foglio di via. Pare che i dipendenti della Eldo a seguito della richiesta di parlare col sindaco non abbiano ottenuto alcuna risposta. In egual modo i dipendenti della Filtrona si accodano al pensiero dei lavoratori di Eldo, impauriti dal fatto che la loro situazione critica possa passare in sordina. «Non vogliamo il solito contentino. Il direttore si è presentato allo stabilimento e non curante ha solo alzato la testa per leggere lo striscione con la scritta “Vergogna”. Dopo di ciò è passato oltre» – sostiene Francesco Senatore, operaio della Filtrona – «l’Italia è diventato un paese di domande senza risposte certe». I giovani operai si ritrovano quindi a dover pensare che non avranno le basi per poter costruire un futuro e per poterne concederne uno dignitoso alle proprie famiglie alle quali è difficile dare una spiegazione critica economica che sta lacerando la società salernitana mettendo in difficoltà ormai troppi dipendenti che stentano ad arrivare al termine del mese.

Francesca D’Elia

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