Salerno. Caso Intertrade: Arzano pensa alle dimissioni

Scritto da , 17 giugno 2015

di Peppe Rinaldi

Intertrade si porta dietro la Camera di Commercio.
Guido Arzano, presidente della più importante istituzione economica territoriale, raccontano sia a un passo dall’uscio. Rimugina sulle dimissioni, tenta di far quadrare il cerchio buttandola in ‘politica’, indugia con allargamenti eventuali di maggioranze, peraltro già abortiti: il che sarebbe anche fisiologico, il punto è che di margini per scansarsi la rogna delle aziende speciali collassate (non solo per il quadro normativo generale) non sembrano essercene troppi. Almeno non più. Sottovalutare il problema non è servito, tutt’altro. E poi, pezzi che hanno co-gestito negli anni partite decisive (formazione professionale, associazionismo auto-alimentato, incarichi a giro in enti, società e fondazioni del circuito, etc.) a cominciare dalla stessa Intertrade, o sono già in libera uscita oppure su sponde contrapposte a quelle che puntellano ancora il regno “del centrodestra” in Camera di Commercio. Che sarebbe poi, la prosecuzione dei precedenti con altri nomi e un po’ meno soldi. Senza immaginare cosa accadrebbe aprendo il dossier aeroporto di Pontecagnano, corpaccione sfamato per un numero indefinito di anni con un altrettanto indefinito numero di risorse pubbliche. Con esito e prospettive noti.
Se Arzano si dimetta o meno, in verità, conta relativamente perché il pasticcio dell’azienda speciale sta lievitando nella pancia del suo genitore, la Cciaa, e non lo si può più arrestare.
Come uscirsene, ora che il tribolato bilancio della società dovrà essere incamerato dalla Camera di Commercio per la relativa, successiva approvazione? Filtra voce che la giunta stia pensando -su proposta di quell’area della struttura amministrativa di vertice poco coincidente col sistema imperniato per anni attorno all’ex direttore Innocenzo Orlando- ad un’azione di responsabilità nei confronti del Cda e della direzione. I presupposti giuridici ci sarebbero pure, si tratta ora di fare una scelta ‘politica’, con le immancabili conseguenze sugli equilibri generali. Di qui, il teorico raddoppio delle probabilità che le dimissioni di Arzano si materializzino.
Un importante dirigente della Cciaa si sarebbe già mosso in questa direzione dopo aver letto a fondo la famosa due diligence  dell’azienda speciale (e, pare, dopo essersi imbufalito apprendendo da Cronache del mutuo di ottobre 2014 da mezzo milione con Montepaschi Siena), cioè la relazione della commissione ispettiva interna: che ne racconta di ogni tipo, dai buchi veri e presunti nelle casse alle immancabili consulenze, dalle retribuzioni sproporzionate al costo dei lavoratori dipendenti, e via dicendo. Una due diligence impietosa, che i nostri cinque lettori potrebbero risparmiarsi  tanta sarebbe la sovrapponibilità di questa interminabile inchiesta con la sostanza di quell’indagine.
Uno scenario complesso dunque, su cui aleggia lo spettro della Corte dei Conti, investita di un dettagliato esposto di un avvocato romano che ha lavorato a lungo in Intertrade, una denuncia articolata che rende tutti, comprensibilmente, nervosi perché i numeri che non tornano sono a sei zeri ed avranno, prima o poi, facce e nomi precisi al di là quelli intuitivamente raffigurabili. Aggiungici poi l’altra indiscrezione su un fascicolo aperto dalla procura, il clima politico mutato, i nodi finanziari al pettine, un ex direttore dato già al riparo in Germania ed ecco che parlare di dimensione pulp all’interno della Cciaa di Salerno, oggi non sarebbe tanto azzardato.

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