Salernitani fuori dai ministeri: ecco chi ora punta a diventare sottosegretario

Scritto da , 29 Aprile 2013
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Fatto il Governo, ora si guarda ai sottosegretari. Una nuova schiera di politici (si parla di una sessantina) che saranno indicati, con molta probabilità, durante il prossimo Consiglio dei Ministri. E dopo il totoministri, inesorabile è il totosottosegretari. C’è chi nella lista mantiene il nome di Mara Carfagna, che sfuggita alla nomina ministeriale potrebbe comunque entrare nell’esecutivo. Ma c’è chi immagina che resti invece al suo posto, mantenendo l’incarico di portavoce nazionale Pdl e di commissario provinciale qui a Salerno. Quasi certamente, in pole c’è Giuseppe De Mita, deputato Udc, nipote d’arte. De Mita jr, infatti, potrebbe approdare direttamente al ministero dell’Interno, come sottosegretario. Non è un mistero, infatti, l’amicizia e la stima tra il vicepresidente della giunta regionale della Campania ed Angelino Alfano. C’è poi Gioacchino Alfano (Pdl) di Sant’Antonio Abate pronto per essere chiamato da Enrico Letta. Sempre, tra i campani, circola il nome di Raffaele Calabrò che potrebbe approdare al ministero della Sanità. In casa Pd, restano alte le quotazioni di Guglielmo Vaccaro e di Angelica Saggese, entrambi di area lettiana. Più probabile Vaccaro rispetto alle neo senatrice Saggese che già occupa il posto di segretaria dell’ufficio di presidenza di Palazzo Madama. Sul tavolo ci sarebbe anche un nome di deluchiana estrazione: si tratta di Fulvio Bonavitacola, che rappresenterebbe l’ultima spiaggia del sindaco De Luca di mettere un piede all’interno del Pd governativo. Ma, sempre nella rosa dei salernitani in corsa, non si esclude un ritorno di Andrea Annunziata, attuale presidente dell’Autorità Portuale di Salerno, già sottosegretario ai trasporti nel governo Prodi. Ancora si pensa ad un posto anche per il Centro democratico di Tabacci e Donadi che, secondo le indicazioni di voto, sosterranno pienamente il nuovo esecutivo Letta. Sembra, dunque, che almeno un sottosegretariato per loro non mancherà. E chissà se non approderà a Palazzo Chigi, Nello Formisano.

 

29 aprile 2013

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