Salernitana, sequestri di beni a Lombardi

Scritto da , 16 gennaio 2014

Dalla Salernitana Sport alla Salernitana Calcio, un altro processo per bancarotta è all’orizzonte. A due anni dalla dichiarazione di fallimento della società di Antonio Lombardi arriva l’avviso di conclusioni indagini ed il sequestro dei beni per l’ex patron granata disposto dal pm Francesco Rotondo. Il rischio di rinvio a giudizio era nell’aria. Non il sequestro dei beni che è arrivato come un fulmine a ciel sereno. L’operazione è stata portata a termine nei giorni scorsi dagli uomini della Guardia di Finanza. Sono stati apposti i sigilli a quote di aziende, appartamenti e autovetture per un valore complessivo di un milione e ottocentomila euro. Sequestro di beni per l’ex patron della Salernitana, ed attuale presidente dell’Associazione costruttori di Salerno, Antonio Lombardi nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento del club granata. La Guardia di Finanza ha posto i sigilli a quote societarie di aziende, appartamenti e autovetture per un valore complessivo di circa un milione e ottocentomila euro. Tra le quote societaria sequestrate ci sono anche quelle dell’Energy Power che l’ex patron granata aveva provato a blindare attraverso il Trust Pigima costituito nel gennaio del 2012  (in conformità alla legge di Jersey – Isole del Canale) con affidamento dei beni al trustee Clodomira D’Angelo che in tale qualità accetta, il diritto di piena ed esclusiva proprietà, la sua quota di partecipazione (100%) la società Energy Power. Società quest’ultima che detiene la proprietà del marchio della Salernitana Sport concesso in comodato d’uso al Salerno Calcio di Lotito e Mezzaroma. Da non confondere con l’Energy Sport (amministratore Angelo Capolne) che invece deteneva la maggioranza dell’azione della Salernitana Calcio dal 2009. L’inchiesta del pm Francesco Rotondo non vede coinvolto il solo Antonio Lombardi nella qualità di amministratore di fatto della società Salernitana Calcio. L’avviso di conclusione indagini, ed il conseguente rischio di processo, riguarda anche altre cinque persone: gli ex amministratori unici del club, Francesco Rispoli e Antonio Loschiavo, ed i componenti del collegio sindacale Emilio Romaniello (presidente), Vincenzo Petrillo e Antonio Melella. L’accusa è di bancarotta documentale e fraudolenta per il fallimento della “Salernitana calcio 1919”. Nel mirino del pm anche alcune modalità di pagamento effettuate dalla società nei confronti di alcuni tesserati. La Salernitana Calcio è stata dichiarata fallita nel novembre del 2011 dopo essere stata esclusa dal campionato di Legapro  in estate per non aver rispettato i parametri fissati dalla Figc per l’iscrizione. Il buco contestato è di 3 milioni e 700mila euro che provocò, successivamente, lo stato di insolvenza della società e l’affidamento alla curatela fallimentare del club granata. Il sequestro dell’Energy Power pone alcuni interrogativi sull’operazione di comodato d’uso del marchio della Salernitana Sport. Secondo i legali dell’ex patron Lombardi (Gianluca D’Aiuto) quell’operazione non è a rischio revoca mentre il curatore fallimentare, Walter Ivone, attende di visionare gli atti e non esclude colpi di scena.  Da rilevare che in relazione all’intesa tra Lotito e Lombardi è stato avviato un contenzioso in sede civile davanti alla sezione marchi e brevetti del Tribunale di Napoli. Lombardi, tra l’altro, è a processo, davanti ai giudici del Tribunale di Vallo della Lucania, per concorso e calunnia  in relazione ai casi Stendardo e Caputo.

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