Salernitana, Lotito s’infuria e Ventura se ne va

Scritto da , 2 Agosto 2020
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Tra la Salernitana e Gian Piero Ventura è finita. Con un effetto domino senza precedenti, una serie di eventi concatenati ha portato al clamoroso addio del tecnico ligure. Una decisione inevitabile, presa da Ventura dopo l’involontario attacco di Lotito, ed avallata dalla stessa società che non ha fatto nulla per trattenerlo. Tutto è cominciato ieri sera, con la sconfitta interna della Salernitana con lo Spezia costata la mancata qualificazione ai play off. Una dichiarazione di Gian Piero Ventura, nella conferenza stampa post partita, ha fatto suonare il primo campanello d’allarme: “Da oggi parlo da esterno, da tifoso della Salernitana, visto che il mio contratto è in scadenza”. Parole che hanno sorpreso, in quel momento, un po’ tutti. Non tanto per la dichiarazione in sé che era abbastanza scontata, visto che l’annuale sottoscritto dal tecnico e prorogato dopo il lockdown fino al termine della stagione, era giunto davvero al termine. A sorprendere sono stati i tempi con cui Ventura ha deciso di spenderle. La chiave di lettura, anche in virtù di quanto dichiarato poco dal tecnico, può essere una sola: “Datemi una Salernitana forte e resto”. Una richiesta caduta subito nel vuoto perché, nella mattinata di ieri, iltempo.it ha fatto deflagrare la bomba pubblicando un video divenuto subito virale nel quale, in maniera inequivocabile, Claudio Lotito si schierava contro Ventura. Nel breve filmato, girato da un avventore presente al ristorante dove il numero uno della Lazio stava cenando, il co-patron ha commentato in maniera colorita la partita al telefono ed in particolare non ha mostrato di non aver affatto apprezzato alcune delle scelte di Gian Piero Ventura: “Sto pezzo di m… è una cosa guarda… questo è matto: ha tolto Akpa a centrocampo… ha rovinato tutto… doveva togliè Maistro… sempre co’ ‘sto Maistro” ha chiosato Lotito. Inevitabile, nel primo pomeriggio, la comunicazione da parte di Gian Piero Ventura, di non essere intenzionato a proseguire il rapporto di lavoro con la Salernitana. Con uno scarno comunicato, il club ha ufficializzato il divorzio non alzando un dito per cercare di convincere l’ex CT a ritornare sui propri passi. Ventura, nelle parole del post partita, ha detto comunque tanto su quello che manca in casa Salernitana. L’aver esaltato il gioco dello Spezia, la mentalità vincente del Pordenone, gli organici super di Empoli, Frosinone e della stessa Cremonese sono il segnale che, al netto dell’espressione serena e delle parole pacate, dentro Ventura avesse il fuoco per l’enorme occasione gettata nella pattumiera. Fiamme divampate da tempo, malcelate a Cittadella, a La Spezia, ad Ascoli ma tenute invidiabilmente nascoste per tutto l’arco della stagione. Ventura avrebbe voluto di più. Era lì, con un manipolo di ragazzi semisconosciuti ed un gruppetto di reduci da una quasi retrocessione, a lottare fino a cinque minuti dalla fine del campionato per un posto ai play off. Se ci fosse riuscito sarebbe partito, verosimilmente, dalla sesta posizione giocando in casa il preliminare e con una spinta emotiva non di poco conto. Ed invece Ventura ha dovuto masticare amaro ed incassare l’attacco di Lotito. E’ vero, anche il trainer ha le sue colpe. In questi mesi Ventura ha avuto diverse defaillance, dalla richiesta di portare a Salerno Cerci, a quella di avallare un mercato di gennaio assolutamente deficitario fino ad alcune scelte tattiche e di formazione a dir poco cervellotiche, incluse quelle di venerdì scorso. “Quest’anno abbiamo seminato –ha aggiunto Ventura- ora bisogna innestare rami forti, non bisogna buttare via tutto”. Ed invece la società ha deciso di prendere altre strade. Azzerare tutto e ripartire. Con quale allenatore, al momento, non è chiaro. C’è il vecchio pallino di Claudio Lotito rappresentato da Alessandro Nesta, ma l’ex capitano della Lazio è ancora impegnato con il Frosinone nei play off e se potrà parlare soltanto tra qualche giorno. Nel frattempo la Salernitana torna al punto di partenza, ovvero quello di dover rifondare tutto il proprio gruppo di lavoro, dall’allenatore ai giocatori. Come ogni anno si costruisce per poi demolire solo un anno più tardi. Intanto il capitolo Ventura si è chiuso nel peggiore dei modi. Ora sotto a chi tocca.

 

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