Sacche scadute a Emanuele Scifo: in cinque a processo

Scritto da , 9 ottobre 2015
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Somministrarono sacche nutrizionali scadute ad Emanuele Scifo, il 34enne battipagliese che da tempo lotta contro la Cipo, un’ostruzione cronica intestinale. Ha preso il via ieri mattina il processo, davanti ai giudici del Tribunale di Salerno, nei confronti degli infermieri dell’unità operativa domicialiare del distretto sanitario Asl di Battipaglia. Sono finiti alla sbarra Aniello Ambrosio, originario di Pontecagnano e difeso dall’avvocato Luisa Fortunato, Antonio Cerrone nato a Campagna e difeso dall’avvocato Luisa Fortunato, Gian Carmine Ferrara, nato ad Olevano sul Tusciano e difeso dall’avvocato Orazio Tedesco, Antonio Abenante di Roccapiemonte, difeso dall’avvocato Luisa Fortunato e Luigi Caputo, nato a Salerno e difeso dall’avvocato Agostino De Caro. Secondo l’accusa, pm Maria Carmela Polito, “per colpa, consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia, dal 18 al 25 giugno 2011 il paziente Emanuele Scifo fu sottoposto ad alimentazione parentale, in regime di assistenza domiciliare, con quattro sacche di B-Braun Nutriplus Lipid guaste e, comunque imperfette e pericolose per la salute in quando scadute di validità fin dal precedente mese di febbraio. In particolare Antonio Cerrone, quale infermiere in servizio presso l’Unità Operativa, in sostituzione del titolare assente per malattia, predisponeva le quattro sacche, le sigillava all’interno di un cartone e le metteva a disposizione dell’infermiere per la successiva consegna al paziente senza controllare e avvedersi che le stesse erano scadute nel febbraio 2011. Controllo che ometteva anche Gian Carmine Ferrara così come gli infermieri che eseguirono il controllo domiciliare omisero, per negligenza ed imperizia, di verificare la data di scadenza delle sacche in corso di infusione. Nei guai anche il dirigente dell’Unità Operativa, Aniello Ambrosio, per aver omesso di assicurare il puntuale rigetto delle procedure. Le predette infusioni causarono al paziente Emanuele Scifo lesioni personali consistite in colica addominale con diarrea e febbre altra. Il processo è stato aggiornato dal giudice monocratico Trivelli al prossimo febbraio.

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