S. Matteo: portatori contro Moretti: “Bisogna entrare nel Comune”

Scritto da , 5 luglio 2015

Qui di seguito si trasmette il comunicato stampa redatto e a firma esclusiva dei portatori delle paranze della processione di San Matteo:

I sottoscritti portatori delle paranze di S. Matteo, S. Giuseppe, S. Gregorio VII°, S. Ante, S. Fortunato e S. Gaio, intendono comunicare, pubblicamente, il proprio pensiero, le proprie idee e quanto in questi mesi fin qui svolto, nel più rigoroso e dovuto silenzio, sottolineando con forza il percorso accrescitivo e costruttivo fortemente voluto, già con impegno assunto col comunicato stampa diffuso pochi giorni dopo il 21 settembre u.s., con il quale, prendendo le distanze dalle gravi accuse loro mosse di aver turbato il regolare svolgimento della processione del Santo Patrono della città di Salerno e di aver vilipeso Monsignor Moretti, con l’esplicito intento di rendere omaggio a personaggi defunti e ritenuti estranei al contesto religioso, intesero chiarire di non aver mai confuso il loro ruolo con pretesti o valori distanti dalla tradizione della funzione religiosa, che il percorso fatto si era svolto senza alcun atto di violenza o di disturbo del normale, storico e tradizionale andamento della processione, da sempre conosciuto e riconosciuto sia dal popolo della città di Salerno, che dalle autorità civili, militari e religiose, respingendo ogni accusa che risultava, alla semplice evidenza, priva di ogni fondamento e riferimento, auspicando una pronta e serena riconciliazione con la Chiesa salernitana, rappresentata dall’Eccellentissimo Arcivescovo Monsignor Luigi Moretti.

In tal senso, i portatori tutti, con l’auspicio di porre fine a ogni ulteriore e ingiustificata polemica tra i fedeli e la Chiesa, alimentata da accuse contrarie alla realtà dei fatti e del tutto fuorvianti, si rivolsero al loro Padre spirituale, Monsignor Moretti, con cui hanno condiviso, sin dal Suo arrivo e in occasione di più incontri, ancora tenutisi fin’oggi, la strada proprio da Costui indicata, indirizzata ai sani valori cristiani, con la più ferma promessa e volontà e con non poca sofferenza di non partecipare alla bagarre mediatica che si è, di fatto, scatenata attorno alla processione del Santo Patrono, nonostante i numerosi attacchi ricevuti, le accuse subite, la diffusione d’informazioni distorte e spesso prive di qualsiasi fondamento, frutto di articoli scaturiti più che dall’esercizio di cronaca, da sollecitazioni esterne, senza ombra di dubbio del tutto estranee agli stessi, col solo fine di tentare, invano, di rovinare il paziente e collaborativo lavoro svolto congiuntamente con l’Eccellentissimo Arcivescovo, da un ben individuato gruppo di lavoro, denominato “Consiglio Direttivo”, rappresentativo delle idee e delle proposte di tutti i portatori.
In tale prospettiva il Consiglio ha, quindi e da tempo, avviato serenamente e unitariamente, un delicato lavoro di ricomposizione, grazie anche all’auspicata apertura al dialogo e alla caritatevole riconciliazione da parte di S.E. Monsignor Moretti, al fine di ricucire uno strappo perpetrato ai danni dell’intera comunità salernitana, causato a seconda dei vari gradi di responsabilità, da errori commessi da tutte le parti in causa, con l’unico fine di rinsaldare il profondo senso religioso che accomuna da sempre Salerno ai suoi Santi.

Questo percorso ha condotto, attraverso un atto fondativo, alla costituzione di un’associazione di fatto, apartitica, apolitica, senza scopo di lucro e regolata dalle disposizioni definite nello stesso atto (volto alla disciplina dei soggetti, dell’organizzazione, delle attività e delle finalità) che regola il corretto espletamento del servizio di portatore, denominata “Gruppo dei Portatori di San Matteo”.
Si precisa che tale lavoro, seppur frutto di serrati confronti e di paziente mediazione, non è altro che il risultato di uno sforzo di non poco conto, considerate le difficoltà di cui in premessa, cui hanno fatto seguito le ben note indagini degli organi inquirenti, l’attività della magistratura, gli avvisi di garanzia, le analisi sulle consuetudini socialmente radicate in decenni e decenni di processioni svoltesi con le stesse tradizioni, i punti di vista divergenti di vari settori della società civile e religiosa, gli interessi contrapposti e le lacunose mancanze di dialogo.

Ad oggi, il risultato di circa 9 (nove) mesi di collaborativo lavoro tra il Consiglio Direttivo, i Capi Paranza, i portatori tutti e S.E. Monsignor Moretti unitamente ai Suoi delegati è il seguente:
1. La redazione dell’Atto Fondativo del Gruppo dei Portatori di San Matteo, pienamente condiviso e in possesso e a conoscenza anche della Curia salernitana, pronto per la firma congiunta, nel quale si “dovrebbero” (il condizionale è d’obbligo) riconoscere “ufficialmente” i portatori quali cittadini salernitani pronti ad espletare con onore e decoro il servizio di portatore, seguendo rigidamente e facendo proprie le regole civili e religiose in esso indicate;
2. La definizione “di massima” dell’intero percorso della Processione di San Matteo del 21 settembre 2015, con la precisa, analitica indicazione di tutti i passaggi, i movimenti, le soste etc., al fine di evitare ogni e qualsiasi nuova e ulteriore “incomprensione”.

I portatori, comunque, nel prendere atto di quanto comunicato da S.E. Monsignor Moretti con la missiva del 27 giugno u.s., pur condividendo in gran parte il suo contenuto, rilevano, in particolar modo in un passaggio della stessa, una forte rigidità, di non facile comprensione, ossia il riferimento alla sosta per la preghiera e la riflessione su alcuni passi dell’Evangelista, dinanzi al Palazzo di Città, con la relativa benedizione per le Istituzioni, laddove si legge che la Statua del Santo Patrono “sosterà dinanzi all’edificio senza entrarvi”.
Se tanto accadesse, questa scelta priverebbe l’intera comunità salernitana di un fermo, consolidato, tradizionale e storico caposaldo della tradizione della processione che da sempre si è sostanziata anche della benedizione del simulacro di San Matteo all’interno del Palazzo di Città, casa comune di ogni salernitano, dinanzi all’effige realizzata nella vetrata che da sfondo all’ingresso del Comune, affidando la città nelle mani proprio dell’Evangelista.
Tra l’altro sin dal lontanissimo 1544 l’immagine del Santo Matteo è stata inserita nello stemma della civitas, storia raffigurata anche nel “Panno di San Matteo”, innalzato e onorato ogni 21 di agosto nell’atrio del Duomo, proprio dinanzi all’ingresso della navata centrale della Chiesa dove, nella lunetta al di sopra del fregio, è conservato un affresco che raffigura San Matteo intento a scrivere il Suo Vangelo, ispirato dall’Angelo, all’interno del quale sono riportati gli stessi colori dello stemma di Salerno.

In conseguenza di tanto e per nessun’altra ragione o celata motivazione, i portatori chiedono a gran voce, la revisione di tale scelta fatta dall’Eccellentissimo Arcivescovo, al fine unico di non distaccare il viscerale legame e la profonda devozione tra Salerno, i salernitani e il Santo protettore, nel pieno rispetto delle regole ecclesiali, ma anche nel pieno rispetto delle tradizioni civili e storiche di questa Città.
Nella stessa ottica, rivolgono, sia da adesso, l’invito a tutti i concittadini a partecipare serenamente alla processione che si terrà il prossimo 21 settembre, perché i festeggiamenti per il Santo patrono siano vissuti in pace, gioia e con spirito di cristiana fratellanza.

I portatori, per tutto quanto sopra, chiedono, in tempi brevissimi, la convocazione di un Tavolo Organizzativo, intorno al quale, tutte le parti in causa, ossia la Curia, il Comune, le Istituzioni coinvolte, le Forze dell’Ordine e il Gruppo dei Portatori di San Matteo, nel pieno rispetto delle singole idee, analizzino e determinino, definitivamente, il percorso e le modalità di svolgimento della processione, oltre a tutti gli aspetti sia del rito civile, sia di quello religioso riguardanti i festeggiamenti del Santo Patrono, affinché Salerno viva e possa tornare a vivere, serenamente, la Processione di San Matteo come un momento di profonda fede, di riconciliazione e di unione, rinnovandosi e consolidandosi, in tal modo, il legame tra la comunità cristiana e quella civile della Nostra Città.

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