S. Marzano/Sarno. Lidia, la bimba di tre anni, non è morta per violenza sessuale. L’esito dell’autopsia

Scritto da , 1 Agosto 2015
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AGGIORNAMENTO

L’ESAME AUTOPTICO APPENA CONCLUSO: NESSUNA VIOLENZA SESSUALE SULLA BIMBA DI TRE ANNI. Necessari ulteriori approfondimenti istologici per accertare la causa della crisi respiratoria che ha portato all’arresto cardiocircolatorio e quindi alla morte di Lidia.

questo l’articolo pubblicato oggi su Le Cronache in edicola

 

SAN MARZANO SUL SARNO. Sul corpo della bimba rumena di tre anni giunta morta all’ospedale di Sarno «non ci sono segni di violenze» e la causa del decesso è« l’arresto cardiocircolatorio» così è scritto sul certificato di morte della piccola Lidia. Stamattina, l’autopsia chiarirà definitivamente le cause del decesso, anceh se l’esame esterno ha scongiurato ogni timo di violenza.
I carabinieri hanno ascoltato il padre della bimba, rumeno che vive a San Marzano Sul Sarno,  e alcuni vicini di casa , ma finora non sarebbe emerso nulla di particolare. Il pm Giuseppe Cacciapuoti ha comunque aperto un fascicolo d’indagine e ha disposto per questa mattina l’autopsia sul corpicino della piccola.
Lidia è giunta tra le braccia del padre al pronto soccorso sarnese verso le 22 di giovedì. I sanitari, vista l’età della piccola hanno allertato i carabinieri della stazioen di sarno che prontamente giunti al  “Martiri di Villa Malta” e hanno ascoltato il padre della bimba.
Non si è compreso come si sia stata pubblicata su un quotidiano locale la notizia che la bimba fosse stata violentata e in seguito alle sevizie e a un’emorragia dovuta alla violensa sessuale sarenne deceduta. Il procuratore Gianfranco Izzo ha disposto che venissero identificati i sanitari e tutti coloro che hanno avuto a che fare con questa notizia, destituita di fonamento ceh tanto clamore e allarme ha suscitato in Italia.
Il papà e Lidia  vivevano da soli nella periferia di San Marzano sul Sarno da vari anni, in quanto la madre interrompendo la relazione con il suo connazionale è tornata in Romania.
Le indagini ora continuano a ritmo serrato e la stessa Procura vuole vederci chiaro e subito. Per questo sono state interessati i militari di Sarno e di San Marzano che lavorano a tambur battente per acquisire quante più informazioni che possono essere utili ad una svolta decisiva.
Ma l’attesa ora è per l’esame autoptico che sarà effettuata questa mattina anche per rassicuarre definitivamente l’Italia intera sulle cause della morte di una bambina di tre anni.

Raimondo Aufiero

 

Papà e la bimba vivevano in una baracca nella sesta traversa Berlinguer a San Marzano

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SAN MARZANO SUL SARNO. Degrado, povertà e condizioni igienico sanitarie molto precarie. Questo il dramma che riguarda la piccola Lidia, morta per cause da accertare venerdì sera appena arrivata nell’ospedale di Sarno. Il dramma più grande vissuto dalla famiglia di origini rumene è la situazione in cui erano costretti a vivere, nel degrado più totale. Dall’autopsia emergeranno le cause di un decesso che ha fatto molto discutere. In quella casa dove la piccola ha perso la vita, c’è lo scenario in cui è avvenuta una tragedia come questa. Nell’incuria, in una baracca di fortuna, la piccola Lidia si è sentita male ed è morta al pronto soccorso nonostante i tentativi di soccorso. Ecco le foto della baracca in cui viveva insieme a suo padre in via Sesta Traversa Berlinguer.
Gabriele Musco

 

La procura di Nocera esprime il suo disapunto sulla pubblicazione di un articolo con una ricostruzione dei fatti non vera

Il pm Cacciapuoti:
«Una notizia falsa»
«Non ci sono segni di vilenze sul corpo della bambinba». E’ lapidario il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti che dirige le indagini sulla morte di Lidia. «Il padre -aggiunge il pm- non ha accusato nessuno, neanche i vicidi di casa». Il magistrato ha mostrato tutto il disappunto per per la diffusione della notizia sulla violenza sessuale sulla bimba

 

Indagine sulla diffusione della notizia
Il procuratore Gianfranzo Izzo (nella foto)  ha disposto che vengano identificati i sanitari e tutti coloro che hanno avuto a che fare con la notizia della presunta violenza sessaule per stabilire come sia srtata diffusa e chi abbia fatto balenare anche solo l’idea che la bimba fosse morta perchè violentata. I carabinieri stanno procedendo.

 

Il sindaco: «Dolore in tutta la comunità»
«Siamo profondamente addolorati per una vicenda simile, abbiamo molti rumeni sul nostro territorio- ha affermato il sindaco di San Marzano Sul Sarno, Cosimo Annunziata (nella foto)-. C’è integrazione nella nostra comunità da sempre accogliente verso gli  stranieri. Confermiamo la nostra disponibilità verso la famiglia e i parenti».

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