Ruggi, Coscioni a De Luca: “Da oggi in poi abbiamo la forza politica”

Scritto da , 15 gennaio 2017

di Andrea Pellegrino

De Luca e Coscioni parlano anche dell’atto aziendale dell’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona di Salerno. Nuovi particolari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli che vede indagato il medico salernitano, consulente per la sanità del presidente della Regione Campania, per pressione nei confronti di dirigenti dell’aziende sanitarie della Campania. Dopo l’intercettazione pubblicata ieri tra De Luca e Coscioni sui commissari invitati dal Governo per risanare la sanità, spunta anche la telefonata tra i due sul caso Salerno. Tra l’altro Coscioni è medico dell’ospedale di via San Leonardo e sogna di diventare primario. Proprio il recente atto aziendale firmato dal manager Nicola Cantone ha duplicato il reparto di cardiochirurgia della prestigiosa torre cardiologica che volle il professore Di Benedetto. Si dice che Coscioni debba essere uno dei due primari. Nella telefonata avuta con il governatore, agli atti dell’inchiesta, Coscioni commenta l’atto aziendale con riferimento alla neurologia della struttura salernitana. Coscioni a De Luca ostenta tutta la loro forza. “Da oggi in poi – dice Coscioni – abbiamo la forza politica”. E il consulente di De Luca si riferisce anche ai medici e ai manager da inserire nelle strutture sanitarie di tutta la Regione Campania. E di ciò Coscioni discute anche con Antonio Postiglione, mandato all’Asl a Salerno proprio all’indomani dell’addio di Antonio Squillante dagli uffici di via Nizza. Postiglione, tra l’altro, era ed è uno degli alti funzionari del settore sanità della Regione. “Il problema – dice Coscioni a De Luca – è gestire quelli che ci hanno mandato prima e, questi, fortunatamente sono anziani e li accompagnano alla pensione”. E sull’atto del Ruggi dice, sempre al governatore, riferendosi agli universitari: “Ti assicuro che nell’attuale piano sono estremamente confinati, per cui gli ospedalieri hanno molti più posti letto di quelli universitari. Un rapporto di tre ad uno per dirti”. L’inchiesta, dunque, della Procura di Napoli prosegue e nei prossimi giorni non si escludono ulteriori novità.

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