Romano: “Sui rifiuti si alimenta solo l’illegalità

Scritto da , 6 Agosto 2019
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di Andrea Pellegrino

Da Roma a Battipaglia, la bufera politica sulla questione rifiuti è sempre più accesa. L’emergenza è appena all’inizio ma i danni già sono innumerevoli. Come il rogo che ha distrutto ecoballe a Battipaglia in un’azienda privata. Lo scontro sui rifiuti parte proprio dal governo. Tra Costa e Salvini. I due, nei prossimi giorni, saranno proprio in Campania. Il 24 agosto il ministro dell’Ambiente sarà a Battipaglia mentre a Ferragosto il vicepremier Matteo Salvini sarà a Castelvolturno. Da mesi l’allarme viene lanciato dall’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, responsabile regionale ambiente della Lega di Salvini. Romano replica a Costa: «Non basta invocare genericamente più controlli sul territorio».

A quanto pare, tutte le sue previsioni, purtroppo, si stanno avverando…

«I roghi di rifiuti provenienti dal ciclo urbano sono causati dalla assoluta incapacità della Regione di dotarsi di una adeguata rete impiantistica in grado di rendere autosufficiente la Campania. Allo stato, si sta solo alimentando il circuito dell’illegalità che punta ad aumentare i trasferimenti fuori Regione e i nostri pochi impianti di trattamento sono stracolmi di rifiuti che non trovano sbocco. I cittadini, sempre più esasperati dalle tariffe più alte d’Europa e dai disservizi, sono spinti ad abbandonare i rifiuti che, sempre più spesso, i Comuni non riescono a raccogliere».

In questo contesto è noto che gran parte dei rifiuti bruciati illegalmente deriva il più delle volte dalle filiere produttive sommerse.

«Chi produce manufatti “a nero” non può smaltire correttamente i residui delle lavorazioni perché non potrebbe dimostrarne la provenienza. Da qui la necessità di servirsi delle organizzazioni criminali che “risolvono” il problema bruciando i rifiuti speciali, con poco costo ed elevatissimi danni per l’ambiente e la salute dei cittadini. Farebbe bene il ministro Costa a sollecitare il collega di governo, il ministro dello Sviluppo Economico, affinché potenzi i nuclei investigativi della Guardia di Finanza che già tanto si adoperano per ristabilire le condizioni di legalità del tessuto produttivo della nostra Campania». Passiamo al piano di emergenza. Perché il sito di stoccaggio provvisorio si è la Regione sa che questi siti di stoccaggio provvisorio in realtà sono discariche a cielo aperto e che la rimozione e dei rifiuti non è certa. Siamo di fronte al fallimento totale del Piano Regionale e del ciclo dei rifiuti urbani. I sindaci sono stati abbandonati a se stessi e sono costretti alla mobilitazione per difendere i loro territori da una Regione nemica dei centri più piccoli e delle aree interne».

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