Roberto Squecco dopo il corteo provò a contattare “Le Iene”

Scritto da , 14 Maggio 2021
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di Pina Ferro

Voleva arrivare alle Iene, voleva sollevare un caso in tv. Roberto Squecco, l’imprenditore dei servizi del 118, ritenuto da una sentenza organico al clan cutoliano dei Marandino e da un’informativa di polizia “sostenitore politico” del sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, vicinissimo al governatore Pd Vincenzo De Luca, cercò Giulio Golia, inviato di punta del programma di Italia 1, “Le Iene”. A riportare la notizia è stato “Giustizia di fatto” la news letter del giovedì riservata agli abbonati de “Il Fatto Quotidiano”. Il tentativo di contattatre l’inviato de “Le Iene”, Squecco provò a farlo attraverso un infermiere di un ospedale, M. C., e una amica romena, M. K. S. Tentativo che non diede il risultato sperato. Le mail dei suoi sodali non ebbero risposta, cadderoin un periodo in cui Golia andava in ferie, a cavallo tra Natale e l’anno nuovo, e loro, equivocando, credettero che abbandonava per sempre il programma, e mollarono la presa. Squecco sperava che le Iene si occupassero delle sue onlus. Danneggiate dall’Asl di Salerno, sosteneva, per favorire un concorrente “amico dei figli di De Luca, uno che gli ha finanziato la campagna elettorale”, come dice in due diverse intercettazioni. E la mail spedita da M.C. alla redazione de “Le Iene”, che Giustizia di Fatto è riuscita a visionare, stravolge i fatti. La segnalazione è la seguente: a una onlus vengono sequestrate 40 ambulanze mandando a casa 80 persone, creando un danno al territorio del Cilento, a causa di una sfilata goliardica di 5 ambulanze non in convenzione con l’Asl. A Salerno l’altra associazione sfila con diversi mezzi in convenzione durante la Notte Bianca e non si prende nessun provvedimento grazie ad amicizie nell’ambito politico. E l’Asl di Salerno premia il tutto affidando a trattativa privata altri servizi”. La “sfilata goliardica” era il corteo di ambulanze che esultarono nella notte del 9 giugno 2019. La notte della vittoria di Franco Alfieri, l’ex capo della segreteria di De Luca, tuttora suo consigliere ai progetti per la riqualificazione del litorale della provincia salernitana, nel comune di Capaccio Paestum. “Linguaggio in codice mafioso”, dichiarò il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra a proposito di quel carosello di ambulanze a sirene spiegate. Gli inquirenti della Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli che hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Squecco, con accuse di riciclaggio e intestazione fittizia di beni per sfuggire ai sequestri e ai provvedimenti interdittivi, ritengono la mail dell’amico di Squecco (forse scritta dall’amica) un tentativo di ritorsione. “Per creare “confusione” e per spostare l’attenzione investigativa e mediatica verso altri suoi concorrenti”, scrive il dirigente della Squadra Mobile diSalerno Marcello Castello in una richiesta di proroga delle intercettazioni. Le lamentele di Squecco “vittima” a suo dire degli amici di De Luca, e il tentativo di contrattacco attraverso le Iene (che mai entrarono in contatto con lui), spuntano nelle intercettazioni depositate agli atti del Tribunale del Riesame. Risalgono al dicembre 2019 e al gennaio 2020. Sei mesi dopo lo show delle ambulanze. Durante i quali sembra che Alfieri abbia iniziato a prendere le distanze daSquecco. Il danno di immagine di quella bravata fu enorme. Imperdonabile. 

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