«Roberto mi ha detto di aver sparato» Sabino De Maio riferisce ai pm un colloquio che avrebbe avuto in carcere con Esposito

Scritto da , 27 luglio 2017

Pina Ferro

“Roberto Esposito in carcere mi ha riferito di essere stato lui l’autore dell’omicidio di Fratte”. A sostenerlo è il collaboratore di giustizia Sabino De Maio. Tutte le dichiarazioni inerenti il duplice omicidio di Fratte sono state depositate nei giorni scorsi dal Sostituto procuratore Marco Colamonici agli atti del processo che vede imputati Roberto Esposito, Matteo e Guido Vaccaro. Nel dettaglio, sembrerebbe che il collaboratore di giustizia abbia riferito al magistrato di aver trascorso un periodo di detenzione condividendo la stessa cella con Roberto Esposito. E proprio in tale periodo di “convivenza” Roberto Esposito gli avrebbe raccontato di essere proprio lui l’autore del duplice omicidio di Fratte. Tali dichiarazioni sono state messe agli atti e, a disposizione sia della pubblica accusa che delle difese. Si tratta comunque di dichiarazioni sulle quali bisognerà effettuare i dovuti riscontri. Sabino De Maio da diverse settimane sta collaborando con la giustizia raccontando assetti, compiti e retroscena di alcuni sodalizi criminali, in particolare del clan Giffoni – Pecoraro – Renna di cui egli faceva parte. Anzi, così come egli stesso ha affermato era il reggente. Tra le varie dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia De Maio, vi è anche quella inerente la “confidenza” che gli avrebbe fatto Roberto Esposito secondo la quale questi avrebbe amesso di aver premuto il grilletto contro Antonio Procida e Angelo Rinaldi. I due furono uccisi a Fratte il 5 maggio del 2015. A processo per il duplice omicidio vi sono Roberto Esposito, Matteo e Guido Vaccaro. I tre si sono sempre dichiarati innocenti. Nell’udienza dello scorso 22 giugno Matteo Vaccaro (difeso dagli avvocati Massimo ed Emiliano Torre) sentito dai giudici disse: «Il mio telefonino, il pc, casa mia sono stati rivoltati da cima a fondo e non è stato trovato nulla. Mi chiedo se siano stati fatti accertamenti sui telefoni delle due vittime in modo da capire i loro contatti. Persino in carcere mi è stato detto questo». Vaccaro affermò anche di essere stato lui, per primo, a dare tre-quattro schiaffi ad Antonio Procida durante la discussione avvenuta nella tarda mattinata del 5 maggio 2015 per l’affissione dei manifesti elettorali: «Di cosa, quindi, mi sarei dovuto vendicare? E prima di quel giorno non avevo avuto nulla a che fare con loro in quanto avevano precedenti penali ed io avendo l’affidamento in prova volevo stare lontano dai guai». Anche Guido Vaccaro (difeso dall’avvocato Giuliana Scarpetta) e Roberto Esposito (difeso dall’avvocato Fabio De Ciuceis) hanno raccontato la loro verità ai giudici di assise. Roberto Esposito ha anche chiarito come mai si era interessato alla cosa: «con i Rinaldi mi sono sempre rispettato e stimato. Siamo della stessa zona e ci conosciamo. Io non sono responsabile di questo duplice omicidio, non c’entro niente». «Perché non si controllano le celle che hanno agganciato il mio cellulare? Lo ripeto non sono io il killer di Fratte

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