Roberti e Lupo: “Magistratura e politica? Ora è il momento di stilare un codice etico”

Scritto da , 15 febbraio 2013
image_pdfimage_print

”Sottolineo le necessita’ che si intervenga a livello di Associazione nazionale magistrati con la stesura di un nuovo codice etico per disciplinare l’aspetto del rapporto tra magistratura e politica. Con l’obiettivo di impedire almeno, e dico almeno, candidature nei luoghi di cui e’ stata esercitata l’attivita’ giudiziaria e di impedire anche il rientro nei luoghi dove si e’ fatta politica”. Lo ha detto il primo presidente della Corte suprema di Cassazione, Ernesto Lupo, ieri a Salerno. Lupo e’ intervenuto al convegno su ‘Crisi della politica e le nuove responsabilita’ della magistratura’. La discesa in politica dei magistrati e’ stato uno dei temi toccati negli interventi che si sono succeduti nell’aula Parrilli del Tribunale di Salerno. Il primo presidente della Corte suprema di Cassazione ha voluto sottolineare la delicatezza del rapporto politica-magistratura sostenendo che ”quando un magistrato emette una sentenza lo fa in nome del popolo italiano, che e’ tutto il popolo italiano”. ”Se noi siamo di una sola parte – ha detto – e fare politica significa essere di una sola parte, con quale autorita’ riusciremo a pronunciare una sentenza a nome del popolo italiano?”.”E’ necessario disciplinare il ruolo dei magistrati”. E’ quanto ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti, intervenendo al convegno in corso di svolgimento palazzo di Giustizia su ‘Crisi della politica e nuove responsabilita’ della magistratura’. ”E’ vero che le leggi le fa la politica – ha detto Roberti – ma mi sembra necessario stabilire un dialogo per riflettere sul ruolo del magistrato e raccogliere le sfide che l’attualita’ della crisi pone anche alla magistratura”.I fenomeni di corruttela non sono mai cessati neanche dopo tangentopoli – dice Marcello Matera, segretario nazionale Unicost”

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->