Roberta Ciampa:  col “Sorriso” a caccia del sogno Olimpico

Scritto da , 13 Aprile 2020
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Sorrentina di nascita, vive a Roma per portare avanti la sua attività di dressagista professionista. Laureata in Giurisprudenza, è stata finalista nazionale al concorso di bellezza di Miss Mondo Italia e Miss Universo Italia. I suoi cagnolini hanno i nomi delle figure del dressage  

Di Giulia Iannone

Nasce a Sorrento 29 anni fa, vive a Roma da più di 8 anni per portare avanti la sua attività di dressagista professionista. Laureata in Giurisprudenza, è stata finalista nazionaleal concorso di bellezza di Miss Mondo Italia e Miss Universo Italia nel 2010 e 2011, vincendo in quest’ultima occasione, una delle tre fasce in palio, ossia quella dedicata a Miss Sorriso. La sua mascotte è un cagnolino carlino, di nome Piaffe, che la segue sempre in allenamento ed in casa.

Come stai vivendo, lontana dalla tua famiglia che è a Sorrento, questa pandemia?

“ Sono consapevole del fatto che volere bene alle persone care, significa in questo momento non vedersi, in modo tale da non contribuire alla diffusione del virus e non pregiudicare le loro condizioni di salute. Abbiamo il dovere, noi figli, di pensare e proteggere i nostri familiari”

Benché Roma ti consenta di portare avanti il tuo sogno equestre, cosa ti manca di Sorrento?

“Mi manca Sorrento perché lì si trova la mia famiglia, la cucina locale, i miei amici ed il mare”

Roberta Ciampa, amazzone, istruttrice che segue un gruppo di allievi presso il Cassia Equestrian Club. Come stai svolgendo in questo momento la tua attività equestre?

“Sono atleta di interesse nazionale, come tale mi è stata data dalla federazione, la possibilità, di continuare ad allenarmi a porte chiuse. Nel contempo, essendo istruttore di dressage, nel circolo in cui monto, mi occupo dei cavalli degli allievi. Mi piace arrivare sempre presto in scuderia, in modo da poter organizzare il lavoro e garantire il benessere e la movimentazione quotidiana di tutti i soggetti presenti in scuderia”

Come si sarebbe dovuta svolgere la tua stagione agonistica, fino a questo momento?

“ Sicuramente con un piano di gare internazionali, che purtroppo sono state annullate. Avrei dovuto fare Ornago e Cattolica in Italia, poi avevo messo in programma l’Austria, Lipica, insomma un programma fitto di CDI, almeno uno al mese. Adesso è andata così. Potrei dire che la stagione è saltata o meglio veramente limitata, considerando la pausa estiva come ulteriore aggravante al percorso agonistico. Le priorità al momento sono altre e riguardano il benessere e la salute della collettività, del mondo intero. Saranno poi gli eventi a guidarci”

Perché hai deciso di abbracciare la disciplina del dressage anche a livello professionale, considerando che in Italia è meno nota e sempre cenerentola rispetto al salto ad ostacoli?

“Il dressage mi è sempre piaciuto fin da piccola. Ho avuto la fortuna, da subito, di poter praticare due discipline da sempre, in maniera parallela. Il mio primo istruttore, al quale devo una ottima impostazione di assetto è stato il mio conterraneo, Michele Cappiello, che ringrazio molto ancora oggi. Poi, all’età di 17 anni ho scelto e mi sono dedicata completamente al dressage. Questa nobile disciplina, si coniuga molto bene con alcuni aspetti del mio carattere: eleganza, armonia, confidenza, e soprattutto l’espressione del perfetto connubio che dovrebbe instaurarsi tra cavallo e cavaliere. È proprio il lavoro del dressage a nutrire e cesellare questi elementi fino a farli emergere completamente. Alla fine, quando tutto è certo e confermato, l’immagine visiva finale è di perfetta semplicità, spontaneità, naturalezza. Questo mi rispecchia molto, anche perché sono una perfezionista.”

Parliamo dei cavalli del cuore: puoi citare i cavalli che hanno contribuito a farti essere quella di oggi?

“ Dal punto di vista emotivo ed affettivo, come primissimo compagno di vita, cito Birbo del Crati. Mi è stato regalato dei miei genitori, quando avevo solo 12 anni, lui aveva già affrontato categorie gran premio di salto ad ostacoli. E’ il cavallo del cuore perché l’ho tenuto fino alla fine, mi ha accompagnata nelle fasi salienti della mia crescita non solo agonistica ma di bambina che si affaccia all’adolescenza. Siamo stati 12 anni insieme. Birbo era caldo, frizzantino ma al contempo fine ed elegante, si muoveva anche molto bene, aveva carattere ed andava interpretato già con grande precisione ed attenzione, non sempre perdonava l’errore. Esigeva di essere montato bene. E’ stato veramente un grande amore, e con lui ho conseguito il primo grado salto ad ostacoli. Dopo entra in scena  Arno van’t Hof. Questo cavallo, di origine belga,  è stata un po’ una scommessa, è un cavallo che ho scelto da sola, in cui ho creduto molto: caldo, sensibile, fine, un pochino  “spooky”. Con lui ho affrontato lo small tour ossia St.George/Inter1, ed ho vinto la medaglia d’argento al campionato italiano D, ad Arezzo. Poi, segnalo Shenandoah la cavalla della mia allieva Elisabetta Pataia. È per me una cavalla importante, perché con lei ho affrontato il mio primo Gran Premio di dressage, con lei ho effettuato una tappa di Coppa del Mondo in Polonia, a Zakrzow, sono legata a lei perché abbiamo insieme debuttato nel big tour, una femmina tedesca dal passato un po’ complicato e difficile, molto sensibile, fine, calda ma elegante, che ruba l’occhio col suo manto nero setoso e le sue lunghe gambe, inconfondibile linea Sandro Hit. Ringrazio sempre la proprietaria perché questa è davvero una cavalla speciale. Oggi con me è arrivato Flirt, cavallo ucraino del 2003 di grande esperienza. Siamo insieme da poco, ma sento di essere molto legata a lui. E’ affettuoso, dotato di una enorme intelligenza e di un carattere d’oro. Con lui gareggio a livello internazionale, ed insieme abbiamo già conseguito importanti piazzamenti in Italia e a Nizza, e la medaglia di bronzo al campionato italiano assoluto, lo scorso settembre, a Roma, a Casale san Nicola”.

Nonostante la tua giovane carriera, qual è stato il momento più emozionante a livello agonistico?

“ Vincere quest’anno la medaglia di bronzo ai campionati italiani assoluti, perché era il mio primo campionato assoluto e poi l’ho disputato a Roma, nella scuderia in cui sono cresciuta agonisticamente, ho vissuto, ho lavorato, mi sono allenata, per circa 7 anni, luoghi nei quali realmente ho iniziato a fare dressage nel vero senso della parola. E’ stato molto emozionante, salire sul terzo gradino del podio assoluto proprio a Roma, nella città che mi ha adottata”.

In equitazione non sono marginali i cavalli, ma sono sicuramente importanti gli incontri tecnici della nostra vita. Puoi citare i tecnici più significativi che hai incontrato fino ad oggi?

“ In primis, Paolo Margi. All’età di 17 anni ho fatto uno stage di dressage con lui nella mia regione, e a seguito di quella due giorni di lavoro, mi sono appassionata al dressage. È stato per me un incontro importante perché poi ho montato con lui per tanti anni ed ho anche lavorato per lui. E’ sicuramente un tecnico che ha curato la mia formazione ed io gli devo moltissimo, e’ stata una figura importantissima nella mia carriera equestre, mi ha insegnato a valutare come si muove il cavallo atleta, attraverso lo studio della biomeccanica, l’importanza per un atleta dello stretching e della decontrazione. Facendo poi parte del team Italia, la federazione mi ha dato la possibilità di fare un clinic con Johann Hinnemann, che è un grandissimo tecnico tedesco. Oggi, nel mio cammino di evoluzione e grazie all’arrivo di Flirt, ho scelto di farmi accompagnare tecnicamente da Laura Conz. Lei ha una capacità incredibile nel curare i dettagli, non lascia nulla al caso, è una perfezionista ed anche per questo mi trovo bene con lei, credo inoltre che la cura del dettaglio rappresenti una caratteristica del mondo femminile, inoltre è un tecnico che continua a studiare e ad aggiornarsi, non smette mai di confrontarsi, e questo diventa la sua ricchezza e quel quid pluris in più. E’ molto brava anche nella programmazione delle gare, nell’organizzazione, è un tecnico a tutto tondo. Con lei mi trovo bene e credo che, adoggi, nel dressage sia la migliore in Italia”.

Roberta Ciampa ha un sogno nel cassetto?

“ Penso che sia quello di tutti agli agonisti: andare ai Giochi Olimpici”.

C’è un cavallo del dressage passato o del dressage contemporaneo, che ti piacerebbe o ti sarebbe piaciuto montare?

“Senza esitazione dico Valegro, perché è stato un cavallo potente ed al contempo, fine, elegante, leggero. Elastico, ma vigoroso, un connubio perfetto tra forza ed eleganza.”

Qual è la tua amazzone di riferimento?

“ Mi piacciono molto sia Charlotte Dujardin che Isabell Werth. Esprimono una equitazione sempre molto leggera, un modo di montare delicato. L’equitazione di Charlotte è molto bella da vedere, lei è molto armoniosa, Isabell invece credo che sia la numero uno nella preparazione del cavallo atleta”.

Che gratificazione ti da svolgere al contempo la professione di istruttore?

“Mi piace moltissimo insegnare. Ho avuto delle grandissime soddisfazioni con gli allievi junior, ma ad oggi sto seguendo anche diversi senior, non solo nella disciplina del dressage, ma anche in quella del completo. Spero di continuare ad aiutare anche questi cavalieri senior nella loro progressione del lavoro in piano e di poterli assistere nel loro percorso formativo, affinché possano raggiungere risultati sempre maggiori”.

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