Robert Glasper e il progetto “Artscience”

Scritto da , 1 agosto 2017
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Domani alle ore 21 l’artista con il suo gruppo Experiment, si esibirà nella cornice delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, presentando il suo ultimo lavoro, ospite della XXII edizione di Pomigliano jazz

Di OLGA CHIEFFI

Entra nel vivo Pomigliano Jazz 2017 con i suoi grandi concerti di musica jazz anche gratuiti., rinnovando la sua formula che presenta tanti interessanti concerti tra Pomigliano D’Arco, e vari centri del vesuviano e del nolano. Sono infatti previsti dei live tra l’Anfiteatro di Romano di Avella, il Gran Cono del Vesuvio e altri luoghi splendidi della terra partenopea. Tra gli artisti presenti ci saranno sia italiani che stranieri al Pomigliano Jazz e tra questi Enrico Pieranunzi con Marco Zurzolo e Rosario Giuliani, il trio Gianluca Petrella, Eivind Aarset e Michele Rabbia e poi gli americani Robert Glasper e Gregory Porter e tanti altri. Spazio anche al buon cibo del territorio con l’appuntamento “Note di gusto”, dove i coltivatori locali proporranno i lori prodotti interpretati dai cuochi e pizzaioli di “Slow Food Vesuvio e Agro Nolano” e non mancheranno anche visite guidate e spettacoli per bambini a cura de “I Teatrini”. Domani alle ore 21 sarà Robert Glasper e gli Experiment, con Mark Colenburg alla batteria, Casey Benjamin al sassofono e vocoder, Burniss Traviss II al basso e Mike Severson alla chitarra, ad esibirsi nella cornice delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, presentando il suo ultimo lavoro “Artscience” il suo ultimo lavoro pubblicato lo scorso settembre, che riesce a cogliere il meglio della contemporaneità, spaziando tra sonorità differenti, con naturalezza e coerenza assolute. Con sonorità evidentemente soul e jazz, è questo, un elaborato esperimento che mescola le dinamiche e le sonorità classiche dei due generi precedentemente citati alla fusion e all’ambient, fino a contaminarsi con suoni tipici dell’elettronica. Strumento protagonista, assolutamente indiscusso, è la tastiera che crea le principali melodie, ora di sottofondo, ora dominanti, in brani che vivono della bellezza creata dal tocco delle mani di Glasper, degli accenti, dei delicati equilibri, costruiti al millesimo. Si parla di equilibrio, di sperimentazione, di far entrare, a volte prepotentemente un sound insolito in un genere difficile, ma che riesce ad adeguarsi bene ad ogni influenza.  Non si tratta di musica semplice, del classico intro, strofa, ritornello e poi repeat. Ogni brano è un discorso a sé, capace di vivere di vita propria pur non perdendo d’occhio lo sguardo d’insieme, caratterizzati da complesse ritmiche e le citazioni – figlie di una madre jazz –, ma altamente destabilizzanti e in un cortocircuito inesauribile di trame, visioni e azzardi.

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