Ritratto della famiglia piccolo-borghese

Scritto da , 19 febbraio 2016

 

Questa sera, alle ore 21, il sipario del Piccolo teatro del Giullare, si solleverà sulla Compagnia degli Omini, che proporrà “La Famiglia Campione”, secondo appuntamento della stagione Mutaverso

Di OLGA CHIEFFI

 Dopo il successo di Mari di Tino Caspanello, che ha dovuto raddoppiare la performance per accontentare quanti avevano richiesto di incontrare il teatro del silenzio di questo intenso drammaturgo contemporaneo, questa sera, alle ore 21, la prima edizione della stagione Mutaverso, ideata da Vincenzo Albano, proporrà quale secondo appuntamento sul palcoscenico del Piccolo teatro del Giullare, “La famiglia Campione”. La compagnia ospite sarà quella de’ “Gli Omini”, direttamente da Montale, provincia di Pistoia che proporrà questo pluripremiato lavoro, di Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia e Luca Zacchini, interpretato dallo stesso Francesco Rotelli, unitamente a Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini. Una famiglia comune, “campione” appunto, una di quelle che danno voce ai dati Istat e finiscono – senza saperlo – in fondo ai telegiornali della notte o in testa a Porta a Porta, senza saperlo, è la protagonista di questa pièce. Alla vigilia della partenza/fuga di uno dei quattro figli per Istanbul, un evento inaspettato ha colpito la Famiglia Campione, appartenente alla piccola borghesia di provincia. La figlia più piccola, Bianca, si è rinchiusa da una settimana in bagno e si rifiuta di uscire o comunicare con l’esterno. Davanti a quella porta chiusa gravitano tutti i membri della famiglia. Tre generazioni a confronto che svelano le proprie frustrazioni, le paure e le insicurezze, le inettitudini nascoste dietro ad atteggiamenti di vanagloria, i rapporti conflittuali, certo, ma anche l’inevitabile affetto e la solidarietà. Il tutto attraverso dialoghi ridotti all’essenziale e una recitazione fatta più di sguardi, di silenzi e di pause, che non di parole. La Famiglia Campione siamo noi, è la nostra famiglia, quella della sedia accanto. Non si scappa dalla famiglia. E Gli Omini, che ne hanno intervistate a centinaia, per raccogliere materiale e ispirazione, lo sanno bene. Metodo incisivo, questo, nuovo, semplice, banale, per la nascita di una drammaturgia risultato di un filtro dove convergono storie, racconti, voci, testimonianze. Con lo sguardo ironico e amaro che si conviene “La famiglia Campione” racconta di come l’istituzione – famiglia non sia per nulla quel modello di pacifica convivenza idilliaca che le istituzioni intendono propinare, dimenticando che è dentro le mura domestiche che si consumano ogni giorno violenze morali e fisiche di ogni tipo. I protagonisti assumono le vesti di dieci personaggi che a loro volta rappresentano un mondo che ci circonda, di cui spesso ci dimentichiamo di appartenere.

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