Ritorna la rassegna bandistica a Montecorvino Rovella

Scritto da , 9 agosto 2017

Si è conclusa la tre giorni dedicata alle formazioni del Picentino, fortemente voluta dal Cavaliere Giovanni Rossomando

 Di OLGA CHIEFFI

Nella città dell’ Astronomia e della Musica, il raccolto borgo di Montecorvino Rovella, ha ripreso il suo corso, dopo l’interruzione datata 2008, la rassegna delle bande del Picentino, giunta alla XV edizione, voluta fortemente dal Cavaliere Giovanni Rossomando. Nella storica piazza Umberto I è ritornata la colorata cassa armonica, tra le cui luci, in una intensa tre giorni di musica, si sono alternate le formazioni di Acerno, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana e, nel giorno di chiusura, la banda ospite di Montecorvino Rovella, affidata alla bacchetta e alla tromba di Antonio D’Alessandro. La rassegna è stata inaugurata dalla sfilata delle diverse formazioni bandistiche con in testa la banda di Acerno, unico momento in cui è rivissuta la storia della banda da giro, racchiusa in quel repertorio marciabile che è la vera immagine di una formazione, simbolo di entusiastica energia e gioventù. Per quanti si aspettavano, poi, il servizio di piazza classico, con la banda e le partiture codificate dal nostro conterraneo Alessandro Vessella, che vede l’esecuzione di prammatica di marce sinfoniche, trascrizioni e fantasie di celebri titoli della storia del melodramma, un velo di delusione è calato, poiché le formazioni hanno spaziato su di un repertorio puntato prettamente su canzonieri italiani, partenopei, con qualche brano sudamericano. La serata conclusiva ha salutato l’esibizione della formazione di casa, legata a filo doppio con la Scuola Civica, e quindi, sul ruolo della banda musicale quale elemento determinante per la diffusione della cultura musicale, per la funzione di aggregazione e partecipazione dei cittadini alla vita civile e sociale. Nel corso della serata, infatti, la flautista Filomena Morretta, in veste di presentatrice della rassegna, ha rievocato la storia centenaria della banda, il cui primo riferimento documentario è una lettera, datata 26 Luglio 1859, indirizzata all’Intendente di Salerno in cui si evince la presenza di una banda musicale che accompagna la cerimonia allestita per i solenni funerali di Ferdinando II di Borbone. Nel 1984, con la nascita dell’Associazione Scuola di Musica e Banda di Montecorvino Rovella, fu rifondata la Banda Musicale civica, ed allocata nell’antico luogo montecorvinese dedicato alla musica, il Convento di Santa Maria della Pace, con l’alternanza sul podio di diversi maestri, tra cui Alberto Moscariello, Antonio Florio, Antonio Santimone, Paolo Addesso, Antonio Lippi, Giovanni Gargaro. Il Corpo Bandistico è, oggi, alimentato dalla locale scuola di musica con il proposito di stimolare i giovani a far parte di questa istituzione culturale, con un organico ampliato, e, con l’ausilio del basso elettrico, batteria e pianoforte, trasformata in orchestra di musica leggera, in modo da rappresentare sia una risorsa per favorire la crescita culturale dei giovani, sia la ragione del fare musica tutti insieme, magari entrando nel sistema formativo italiano. La serata, emozionale, in particolare per il “diversamente giovane” Cavaliere Giovanni Rossomando, ex sindaco del paese, nonché padre dell’attuale, e per l’intero consiglio comunale, schierato in prima fila col suo vicesindaco Rosario Santese, il quale ha espresso soddisfazione per l’ottima riuscita della manifestazione, confermando il proprio impegno per la prossima edizione che dovrebbe essere ospitata da Castiglione dei Genovesi, iniziata con la versione rock dell’ Allegro con brio dalla quinta sinfonia di Ludwig Van Beethoven, firmata nel 1976 da Walter Murphy, e chiusa dall’immancabile “Nessun dorma”, lanciato dal flicorno tenore, ha vissuto sulle voci di Ernesto Radano, Simona Marrandino, che fa coppia col trombonista Giuseppe Picardi, fantasioso arrangiatore della band e Gaspare Di Lauri, protagonisti di una scaletta che ha toccato vari generi, da Vacanze Romane, a My Way, da Rose rosse per te a Dduje Paravise, trattenendo ai piedi della cassa armonica l’attenta ed esigente platea di Montecorvino Rovella.

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