Ritorna il grande jazz a Ravello nel segno del pianoforte

Scritto da , 21 Luglio 2020
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Oltre la celebrazione del centenario della nascita di Charlie Parker, ben sei appuntamenti tra cui brillano i nomi di Brad Mehldau, Enrico Pieranunzi e Rosario Giuliani, e il personaggio Geoff Westley

 

Di OLGA CHIEFFI

Non solo il concerto del centenario in onore di Charlie Parker alla LXVIII edizione del Ravello Festival, ma sei appuntamenti di buon livello in piazza, con il gran finale il 13 settembre, che saluterà sulla ribalta di Villa Rufolo il pianista Brad Mehldau. S’inizierà il 5 agosto con il Deidda Quartet, una delle formazioni più consolidate e di talento a livello internazionale che riescono a legare tutti gli stili e i generi di questo tipo di musica. Il 19 agosto toccherà al tenor sassofonista Daniele Scannapieco, proporre la sua recherche, buon mediatore di certo hard-bop, con il suo quartetto. Il pianoforte di Enrico Pieranunzi incontrerà il sax alto di Rosario Giuliani per andare a comporre il Duke’s dream. La loro riflessione sarà incentrata sull’Ellington dei piccoli gruppi dei grandi duo, tra la sinuosa “Isfahan”, “Satin Doll”, “Take the Coltrane” “I Got It Bad”, uno dei tre eccezionali cavalli di battaglia di Jonny Hodges con i suoi glissando da vertigine, e “Come Sunday”, in una dimensione che si fa intimista, ascolteremo anche “Duke’s Dream”, una mini-suite che si sviluppa per quadri. Il 6 settembre ci ritroveremo nei “Giardini del Monsignore” con Geoff Westley, direttore musicale dei Bee Gees, tastierista ed arrangiatore ha collaborato con molti artisti internazionali tra i quali Carpenters, Peter Gabriel, Phil Collins, Leo Sayer, Andrew Lloyd-Webber, Everly Bros, Vangelis, Gerry Goldsmith, Hans Zimmer, Marvin Hamlish, Henry Mancini.,produttore e arrangiatore di album come Una donna per amico e Una giornata uggiosa di Lucio Battisti, Strada facendo di Claudio Baglioni, La grande avventura di Riccardo Cocciante, Sirtaki di Mango, Voyeur e Cattura di Renato Zero, direttore musicale dei Festival di Sanremo 2018 e 2019 condotti da Claudio Baglioni. A Ravello verrà a presentare il suo progetto  Piano Solo – Does what is says on the tin, un rècital in cui proporrà le sue composizioni, che schizzano un’atmosfera molto classica. Il 9 settembre in piazza ci sarà l’Armanda Desidery Quartet, una delle tastiere più latine che esistano alla ricerca di quel “sueno”, che da sempre insegue la pianista napoletana. Gran finale, annunciavamo, con Brad Mehldau uno dei pochi che a buon diritto può essere inserito in una programmazione di musica “seria”, soprattutto se in piano, non solo perché Mehldau ha più volte affrontato composizioni di autori classici sia su disco che dal vivo, ma soprattutto per il fatto che è l’artefice di un pianismo a tutto campo, che possiede cioè un’ampiezza di sensibilità, di tocco e di riferimenti culturali, tesa a trascendere pienamente il tipico e limitato approccio del pianismo jazzistico mainstream, in un tendere a sfuma sempre di più i confini tra i generi.

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