Ritorna con cinque appuntamenti il Festival Piano Solo

Scritto da , 29 febbraio 2016

 

Questa mattina, alle ore 11, nel Salone del Gonfalone di Palazzo di Città, la conferenza stampa di presentazione dell’evento che animerà dal 4 al 18 marzo il Salone dei Marmi

Di Ambra De Clemente

E’ fissata per questa mattina, alle ore 11, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la presentazione della decima edizione del Festival Internazionale Pianistico “Piano Solo”, promossa dai pianisti Paolo Francese e Sara Cianciullo, sotto l’egida, del Comune di Salerno con la collaborazione di Santarpino Pianoforti e Pisano Ascensori. Nel corso della conferenza cui parteciperà in rappresentanza dell’amministrazione comunale l’Assessore Ermanno Guerra, unitamente agli organizzatori e sponsor, verranno illustrati i cinque appuntamenti, che verranno vissuti nell’ormai abituale e prestigiosa sede che è il Salone dei Marmi, punti chiave di un cartellone che vedrà a confronto il magistero francese, italiano, polacco, e mongolo-cinese. Il concerto pubblico, il recital può essere un momento particolare della vita culturale, e può essere momento qualitativamente non riducibile ad alcun altro; lo è quando il suono, in questo caso del pianoforte, strumento solista per eccellenza, diventa non solo portatore, ma rivelatore di tutte le ricerche fenomenologiche, storiche, critiche. La Salerno musicale ha ormai da ben dieci anni, protagonista assoluto il pianoforte, uno strumento che racchiude in sé una parte vastissima della storia dell’Uomo, le sue doti creative, l’abilità tecnica, le emozioni, i pensieri. La direzione artistica del Festival, ha inteso calare sia i solisti che il pubblico, in quella profonda e vitale sensazione di ebbrezza, che si prova trovandosi ad essere “voce sola”, sul palcoscenico, la sensazione di essere trasportato dal sostegno dell’uditorio e sfidato dal suo commento, essere ispirato e creare al tempo istesso, una massa di suono d’infinita varietà, sensazioni inebrianti da vero conquistatore. Rubiamo le metafore della “giovinezza” e della “vita” a Ferruccio Busoni, attraverso le quali lanciava un’utopia nuova, il sogno della macchina capace di rendere “il parlar del cuore”, per donarle a “Piano Solo”, che pare aver giuste le ragioni estetiche per penetrare il sentire del pubblico.

 

 

 

 

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