Ristrutturazione centro Cesat: lavori fermi e carte in Procura

Scritto da , 5 Marzo 2015
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Alla fine sono intervenuti i vigili urbani di Salerno per bloccare i lavori della Cesat in via Wagner al Parco Arbostella. Le continue diffide dei residenti hanno prodotto, per il momento, l’intervento dei caschi bianchi per la ristrutturazione dei locali sottostanti e interrati in cui ha sede il centro diagnostico Cesat e, come si legge nella denuncia, avvenuti senza l’assenso del condominio. In una lettera inviata al sindaco facente funzioni Vincenzo Napoli, viene spiegato che «nei suddetti locali i lavori di ristrutturazione servirebbero a creare le premesse per l’insediamento di nuovi macchinari al servizio di un laboratorio di medicina nucleare che insiste in un caseggiato per civili abitazioni (circostanza vietata dalla legge). Perché in questi locali vengono utilizzati sorgenti di radiazioni ionizzanti incompatibili con le persone. Inoltre sono in corso anche lavori sul marciapiede antistante i locali per la sistemazione – si legge ancora nella nota- di uno sfiatatoio che si dovrebbe innalzare fino al balcone del primo piano del palazzo». Questo sfiatatoio, secondo un’altra missiva inviata ad Asl, Inail, Noe, Arpac e polizia municipale, dovrebbe essere un totem pubblicitario all’interno del quale, si dice, è contenuto un tubo di quech, collegato al sottostante macchinario per la risonanza magnetica. E’ un condotto esterno espressamente dedicato all’evacuazione di indebite fuoriuscite. Lo stesso amministratore del condominio Gaetano Gaeta, in un’altra lettera ha diffidato la Cesat per l’esecuzione dei lavori che prevedono il foro in un muro di sostegno, di proprietò del condominio, senza che sia stata rilasciata alcuna autorizzazione. E chiede subito l’intervento del Comune – il documento è indirizzato anche al sindaco – per bloccare i lavori di scavo, essendo lo stesso, per metà, sempre di proprietà del condominio. L’intervento dei vigili ha bloccato momentaneamente i lavori mentre la pratica è finita anche sul tavolo della Procura per gli accertamenti del caso. La Cesat già in passato era stata costretta a chiudere i battenti, ora vorrebbe riaprire ma i residenti vogliono vederci chiaro. Evidentemente l’accreditamento –molto appetibile – è rimasto per la vecchia società e chi è subentrato ha tutto l’interesse a rimettere in moto il meccanismo sanitario ma questa si scontra con la salute dei residenti del Parco Arbostella. Deborah Errico

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