Rischia la vita al servizio dello Stato e lo Stato non gli paga le cure

Scritto da , 10 gennaio 2017

di Pina Ferro

Ha rischiato la vita al servizio dello Stato ed ora lo Stato gli nega le cure e le protesi di cui necessita. Oltre al danno la beffa per l’artificiere di Acerno Mario Vece, rimasto ferito a Firenze a seguito dell’esplosione di una bomba sistemato davanti alla libreria “Il Bargello”, a Firenze, legata a Casa Pound. E dove lo Stato non vuole arrivare, arriva la solidarietà, il grande cuore del popolo e in particolare dei colleghi di Mario Vece, ancora ricoverato dopo gli interventi che ha dovuto subire. Mario Vece, 39 anni, sposato e padre di due bimbe, ha perso una mano e di teme anche per la vista.
Una “gara di solidarietà” per Mario Vece,. E’ l’iniziativa lanciata dal Siulp Firenze – “Per Mario” presso la banca Unicredit, iban IT38B0200802829000104589397- e presentata nello studio dell’avvocato Massimiliano Annetta da Antonio Lanzilli, il segretario generale del sindacato di polizia.
“Nessuno sa una cosa: un poliziotto che nell’adempimento del proprio dovere perde una mano e un occhio, non ha nessuna polizza assicurativa che lo copra anche economicamente. Nel caso di Mario – spiega il segretario – non c’è copertura rispetto al decorso post operatorio a cui sarà sottoposto, penso per esempio alla protesi o alle cure costosissime che dovrà affrontare”.
Per questo come Siulp “appena si aprirà il confronto con il governo sul contratto di lavoro delle forze di polizia chiederemo – sottolinea Lanzilli- che sia inserita una polizza assicurativa cosi’ da poter supportare gli agenti feriti o menomati in servizio”. Il punto, aggiunge, è che “per infortuni come quello di Mario, non c’è una previsione di spesa”, con le istituzioni “che ci dicono sempre la stessa cosa, mancano i soldi”. Non solo, prosegue, “in alcune regioni gli agenti devono pure pagare il ticket al pronto soccorso se si sono fatti male in servizio, un po’ come fossero partite Iva. Per fortuna, grazie all’intervento del presidente della Regione Enrico Rossi, non è così in Toscana”. Con l’apertura del conto corrente “Per Mario”, inoltre, “abbiamo risposto anche alle centinaia di cittadini, di aziende, di colleghi che hanno chiesto di potersi attivare in favore dell’artificiere”.
Per quanto riguarda le condizioni dell’artificiere, il segretaio provinciale del Siulp ha detto: “È vigile e parla già da qualche giorno. Sono stato a trovarlo, e devo dire che per quello che gli è successo il suo morale è buono, sta affrontando quello che gli è accaduto nel migliore dei modi”.
L’agente, ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Cto di Careggi, ha perso la mano sinistra e ha riportato gravi danni all’occhio destro, sulla cui funzionalità al momento non è possibile effettuare una valutazione. Nel pomeriggio di ieri è statosottoposto a un nuovo intervento, un’operazione di chirurgia maxillofacciale per la ricostruzione di una parte dell’osso orbitale.
Sia la famiglia di Mario Vece che il Siulp si sono costituiti parte civile nel “processo che ci auguriamo possa tenersi dopo che saranno assicurati alla giustizia gli autori di questo gesto folle, vile e criminale”. Lo hanno detto l’avvocato Massimiliano Annetta e Antonio Lanzilli, il segretario generale del sindacato di polizia.

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