Rinchiusi nello stesso carcere il killer ed il figlio di D’Onofrio

Scritto da , 4 Agosto 2019
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di Pina Ferro

Rinchiusi nel carcere di Fuorni da giovedì notte, Carmine D’Onofrio e Vincenzo Ventura non hanno ammesso alcun addebito e restano in attesa dell’interrogatorio di garanzia per poter chiarire la loro posizione. La convalida del fermo, che porta la firma del magistrato della Direzione distrettuale antimafia Marco Colamonici è prevista per domani mattina nel carcere di Fuorni. I due ragazzi sono accusati di essere i responsabili del colpo di pistola esploso contro l’autovettura sulla quale viaggiava Gaetano Siniscalchi insieme alla moglie ed alla nuora (la moglie di Eugenio detenuto a Fuorni). Il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato notificato a Carmine D’Onofrio e Vincenzo Ventura nella giornata di venerdì. I due ragazzi fermati dalla Squadra Mobile sono stati accusati dalla famiglia Siniscalchi di essere stati gli autori dell’esplosione del colpo di pistola. Va anche detto che sul luogo dell’episodio gli investigatori non hanno rinvenuto alcun reperto a testimonianza di quanto denunciato da Gaetano Siniscalchi, padre di Eugenio arrestato la scorsa settimana con l’accusa di essere il killer di Ciro D’Onosfrio, padre di Carmine. Al momento non si esclude che la pistola potesse essere a salve. Dunque, il figlio di Ciro D’Onofrio e l’assassino di suo padre ora sono riunchiusi nella stessa casa circondariale. Attualmente Carmine D’Onofrio si trova in isolamento in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Non è da escludere che nel caso in cui venisse convalidato il fermo il giovane possa essere trasferito in altro penitenziario al fine di evitare che possa venire in contatto con l’assassino del padre, ucciso a Pastena, il 30 luglio del 2017 con tre colpi di pistola.

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