“Riduzione delle tasse del 50%”, la ricetta di Ciccone contro la crisi

Scritto da , 26 Agosto 2020
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Riduzione delle tasse pari al 50% per ridare respiro ai lavoratori dopo l’emergenza Coronavirus. L’avvocato Lello Ciccone, presidente dell’Udicon e candidato al consiglio regionale della Campania ha le idee chiare sul lavoro da svolgere a Palazzo Santa Lucia. Candidato al consiglio regionale della Campania con Forza Italia, quali saranno le sue priorità? «La priorità sarà la riduzione delle tasse al 50% da subito, nell’immediato perchè il governo non è in grado di abbassare le tasse ma la Regione Campania deve dare un segnale forte. Ecco, questa è la prima cosa che farei». La Campania, in generale, e la provincia di Salerno sta provando ad uscire fuori dall’emergenza Covid. Cosa bisognerebbe fare, secondo lei, per aiutare concretamente i lavoratori? Secondo lei c’è bisogno di un aiuto in più? «Rientra in quella cosa che le dicevo prima, la riduzione delle tasse. Lo Stato non ha abbassato le tasse ma la Regione Campania potrebbe farlo, invece di dare contributi a pioggia che il mese successivo sono già finiti. Bisogna fare qualcosa di strutturale per agevolare le aziende ed è qui che si inserisce l’abbassamento delle tasse almeno del 50%. Questo lo farei a livello governativo visto che non c’è più a politica, intesa come il rispetto per gli altri, la volontà di far crescere tutti senza far restare nessuno indietro. Visto che il governo non ci riesce, la Regione potrebbe farlo nell’immediato e questo sarebbe un intervento strutturale ma poichè facciamo contributi a pioggia, come sta annunciando – ma in verità sono solo annunci – il governatore non andiamo da nessuna parte: abbiamo dei palliativi, non interventi strutturali. Con il 50% delle tasse in meno diamo ossigeno alle aziende, diamo una prospettiva, una speranza che qualcosa può cambiare. Questo è importante perchè se diamo sempre sovvenzionamenti, il classico mille euro, dopo abbiamo di nuovo il problema; la cassa integrazione finirà prima o poi e queste cose, che sono tipo reddito di cittadinanza, non hanno senso. Noi dobbiamo dare una soluzione diversa, dobbiamo dare importanza alle aziende: così, pagheranno meno tasse e procederanno con più assunzioni, creando più posti di lavoro». La Campania sta vivendo una nuova fase di contagi. Crede che De Luca stia gestendo bene l’emergenza? «Io dico solo che questi due ospedali realizzati, per 18 milioni di euro, sono uno sperpero di denaro pubblico, considerando anche che non sono mai entrati in funzione. Io avrei fatto più tamponi, avrei circoscritto il focolaio che si creava, avrei fatto cose diverse. Lui ha creato questo clima di terrore nei confronti dei cittadini ma il terrore non paga». De Luca, recentemente, ha annunciato di essere pronto a chiudere la Campania. Crede sia un atto di terrorismo psicologico? “Si crea allarmismo ma la soluzione non c’è. I confini chiusi non sono soluzioni, bisogna iniziare ad intervenire con la medicina, medici di base, strutture di base. Non si può fare una campagna contro il Covid solo per terrorizzare i cittadini». Si è ripresentata la sfida De Luca-Caldoro. Crede che il centro destra possa riconquistare Palazzo Santa Lucia? «Sì. Caldoro sta facendo una campagna elettorale in risalita perchè ovviamente la gente è impaurita e vede il governatore De Luca come quello che protegge ma i fatti sono all’opposto rispetto a ciò che appare. Caldoro sta dimostrando che si può governare in maniera diversa. In 5 anni, non è che questa giunta abbia fatto tanto: tante promesse mancate, tanti appelli all’inizio della campagna elettorale, una su tutte la rimozione delle balle di rifiuti. Siamo alla politica degli annunci ma non dei fatti. Caldoro sta risalendo nelle percentuali perchè ha sempre fatto le cose che diceva». Il Movimento 5 Stelle può essere un valido avversario, secondo lei, o la vera sfida è contro De Luca? «No. Non c’è storia. Gli italiani hanno capito ma non lo dico io bensì i sondaggi. Anche loro hanno fatto la politica degli annunci. Sono diventati i peggiori politicanti mai conosciuti». Da dove bisognerebbe ripartire? «Dalle imprese e il lavoro perchè sono le vere emergenze in questa regione».

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