Regione, c’è l’inchiesta bis. Severino: La decisione ancora non c’è, il rinvio resta una “soffiata”

Scritto da , 24 dicembre 2015

di Andrea Pellegrino

C’è attesa anche rispetto ad eventuali sviluppi che potrebbero esserci sull’inchiesta romana che vede coinvolto, tra gli altri, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, oltre il suo ex capostaff Nello Mastursi, il giudice Scognamiglio e suo marito. Si dice, infatti, che alcune intercettazioni abbiano portato alla possibile apertura di un nuovo filone d’indagine sempre seguito dalla Procura di Roma. Una inchiesta che si arricchisce anche con alcune testimonianze fornite ai magistrati da persone informate sui fatti ascoltate nelle ultime settimane.

Intanto l’annunciata decisione sulla Severino ancora non c’è.

S’infittisce il mistero intorno al pronunciamento (annunciato via web su un sito di un quotidiano) positivo da parte del Tribunale di Napoli per la vicenda De Luca. L’unica cosa certa è che, fino a ieri sera, il dispositivo non era stato ancora depositato in cancelleria, quindi non era stato notificato alle parti interessate. Dunque, il rinvio della decisione sull’applicazione o meno della Legge Severino per Vincenzo De Luca – condannato ad un anno per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sul termovalorizzatore di Salerno – resta una indiscrezione, che visto il precedente (caso Scognamiglio, ndr) ha inesorabilmente alzato un polverone. Con tanto di annuncio di esposto alla procura di Roma che già indaga il vecchio magistrato relatore (Anna Scognamiglio, appunto) reo di aver anticipato via sms al marito Guglielmo Manna (aspirante direttore generale di una azienda sanitaria) il pronunciamento positivo per Vincenzo De Luca relativa all’udienza dello scorso 17 luglio. «Se fosse confermato quanto anticipato lo scorso pomeriggio, ossia il rinvio della decisione, ci sarebbe un nuovo caso Scognamiglio», ribadisce l’avvocato Gianluigi Pellegrino – legale del Movimento a difesa del cittadino – che valuta, insieme agli altri avvocati interessati alla vicenda, un esposto alla Procura della Capitale. Così come c’è chi avrebbe avanzato la volontà di segnalare il tutto al Csm. Sempre che l’indiscrezione si concretizzi. Ma dal Tribunale Civile di Napoli nessuna conferma. Solo un’aria abbastanza tesa. Ed oggi sarà un nuova giornata di passione e di ansia. Oggi che, tra l’altro, è in programma la visita del premier Renzi a Pompei. Qui dovrebbe incontrare anche lo stesso governatore della Campania Vincenzo De Luca. Dal centrodestra s’alza la polemica. Severino Nappi, già assessore regionale ed attuale responsabile Lavoro e Sviluppo di Forza Italia, parla di “Natale col sospetto”. «L’autore è sempre lo stesso: Vincenzo De Luca, il flagello della Campania», dice Nappi. L’eurodeputato Fulvio Martusciello dice, invece, «il rinvio del rinvio? Accade solo in Campania. Dal 17 dicembre la Campania è in attesa di conoscere la decisione nel merito sulla sospensione di De Luca dopo che la cautelare era stata oggetto di una indagine penale». «Martedì – prosegue – inopinatamente viene passata alla stampa una velina secondo la quale i giudici avrebbero deciso di non decidere. A distanza di 24 ore dell’annunciato provvedimento di rinvio non c’è notizia. Il rinvio del rinvio accade solo qui». Ancora l’ex governatore Stefano Caldoro, capo delle opposizioni di centrodestra in Consiglio regionale, commenta quanto sta accadendo: «La S’infittisce il mistero intorno al pronunciamento (annunciato via web su un sito di un quotidiano) positivo da parte del Tribunale di Napoli per la vicenda De Luca. L’unica cosa certa è che, fino a ieri sera, il dispositivo non era stato ancora depositato in cancelleria, quindi non era stato notificato alle parti interessate. Dunque, il rinvio della decisione sull’applicazione o meno della Legge Severino per Vincenzo De Luca – condannato ad un anno per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sul termovalorizzatore di Salerno – resta una indiscrezione, che visto il precedente (caso Scognamiglio, ndr) ha inesorabilmente alzato un polverone. Con tanto di annuncio di esposto alla procura di Roma che già indaga il vecchio magistrato relatore (Anna Scognamiglio, appunto) reo di aver anticipato via sms al marito Guglielmo Manna (aspirante direttore generale di una azienda sanitaria) il pronunciamento positivo per Vincenzo De Luca relativa all’udienza dello scorso 17 luglio. «Se fosse confermato quanto anticipato lo scorso pomeriggio, ossia il rinvio della decisione, ci sarebbe un nuovo caso Scognamiglio», ribadisce l’avvocato Gianluigi Pellegrino – legale del Movimento a difesa del cittadino – che valuta, insieme agli altri avvocati interessati alla vicenda, un esposto alla Procura della Capitale. Così come c’è chi avrebbe avanzato la volontà di segnalare il tutto al Csm. Sempre che l’indiscrezione si concretizzi. Ma dal Tribunale Civile di Napoli nessuna conferma. Solo un’aria abbastanza tesa. Ed oggi sarà un nuova giornata di passione e di ansia. Oggi che, tra l’altro, è in programma la visita del premier Renzi a Pompei. Qui dovrebbe incontrare anche lo stesso governatore della Campania Vincenzo De Luca. Dal centrodestra s’alza la polemica. Severino Nappi, già assessore regionale ed attuale responsabile Lavoro e Sviluppo di Forza Italia, parla di “Natale col sospetto”. «L’autore è sempre lo stesso: Vincenzo De Luca, il flagello della Campania», dice Nappi. L’eurodeputato Fulvio Martusciello dice, invece, «il rinvio del rinvio? Accade solo in Campania. Dal 17 dicembre la Campania è in attesa di conoscere la decisione nel merito sulla sospensione di De Luca dopo che la cautelare era stata oggetto di una indagine penale». «Martedì – prosegue – inopinatamente viene passata alla stampa una velina secondo la quale i giudici avrebbero deciso di non decidere. A distanza di 24 ore dell’annunciato provvedimento di rinvio non c’è notizia. Il rinvio del rinvio accade solo qui». Ancora l’ex governatore Stefano Caldoro, capo delle opposizioni di centrodestra in Consiglio regionale, commenta quanto sta accadendo: «La sentenza che diventa un giallo, giudice trasferito per ragioni disciplinari, altri che ritornano, un capo segreteria desaparecido, abili avvocati che avvolgono il caso nel porto delle nebbie. Non si governa, sanita’ e trasporti nel caos. Chi si avvicina al nuovo potere regionale nel breve va in disgrazia. Tutto crolla, per salvare uno». Infine il deputato azzurro Paolo Russo: «Quel condizionale che condiziona la Campania ritorna a caratterizzare le vicende giudiziarie del governatore De Luca. La decisione dalla quale dipende il suo destino alla guida della Regione resta appesa alle indiscrezioni dei giornali. Che però – aggiunge Russo – nessuno smentisce. Se ne parla dunque a maggio, quando probabilmente sarà toccato già alla Consulta decidere su di un’altra sorte: quella della legge Severino. E intanto il governatore De Luca avrà già raggiunto il primo giro di boa al governo di un territorio che continua ad essere delegittimato da uno stato di confusione che giova solo a lui».

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