«Regina: un dono del Signore»

Scritto da , 13 maggio 2016

Di Monica De Santis Alle 11.30 di ieri mattina, il Centro Storico di Salerno, si è fermato per dare l’ultimo, doveroso, saluto a Regina Senatore. La madre di tutti gli attori salernitani. La Regina del teatro salernitano. Davanti alla chiesa della Ss. Annunziata Maggiore in tanti hanno atteso l’arrivo del feretro. Politici, attori, attrici, operatori culturali, giornalisti e tanta, tantissima gente comune, la stessa gente comune che da giovedì mattina, una volta appresa la notizia della morte dell’attrice, ha iniziato a deporre fiori davanti alla porte del Teatro Sangenesio. L’ingresso in chiesa di Regina è stato accompagnato da un lungo applauso. Dietro la bara, ricoperta di rose rosse, c’era il marito e compagno di scena, Alessandro Nisivoccia, sostenuto in questo momento così doloroso dalla figlia Anna, dal figlio Roberto, dal genero Rocco e dai cognati Fulvia ed Enzo. Ma intorno a Sandro Nisivoccia si è stretto tutto il centro storico e tutti i suoi amici del teatro, tutti i suoi allievi, i suoi e di Regina. C’era l’ex presidente della Provincia Alfonso Andria, accompagnato dalla moglie. Lui che insieme al fratello Marcello (anch’egli presente alle esequie) sono stati tra i tanti allievi del laboratorio teatrale di Regina e Sandro. C’era il direttore artistico del Teatro Delle Arti Claudio Tortora e l’attrice Renata Tafuri. Il figlio “artistico” prediletto di Regina, Gaetano Stella e l’attrice Elena Parmense. Ed ancora gli attori Chiara De Vita, Matteo Salsano, Pasquale De Cristofaro, Ugo Piastrella, Marco Villani, Claudio Lardo, Ciro Girardi, il musicista Max Maffia, i registi Andrea Carraro e Gigino Esposito, ed ancora Adriana Pagano (che ha letto le letture e il salmo) e Chiara Natella (rispettivamente moglie e figlia del compianto Peppe Natella) e tanti altri ancora. I politici Enzo Fasano accompagnato dalla moglie Anna e Roberto Celano, il sindaco Enzo Napoli. E poi come detto il popolo, il pubblico, quel pubblico che l’ha amata tanto, che la seguiva, che la stimava. Nella sua omelia don Claudio Raimondo, rettore dell’Annunziata, ha ricordato il suo primo incontro con Regina Senatore. “Mi lesse una poesia. Rimasi affascinato da questa donna così forte e carismatica”. Poi rivolgendosi al marito Alessandro e ai figli Roberto e Anna ha aggiunto “Caro Sandro, in questo momento è sicuramente più facile chiedere a Dio perché ha chiamato Regina nel regno dei cieli. Ma tu e i tuoi figli non dovete chiedere questo a Dio, non dovete chiedergli perché l’ha voluta con lui, bensì dovete ringraziarlo per avervela, e per avercela data”. Prima della benedizione finale, ha ricordare la figura di attrice di Regina Senatore è stata sua cugina, che ha letto una lettera con la quale ha ripercorso tutta la sua straordinaria carriera artistica. Ricordando che per tutti gli amanti del teatro lei resterà sempre “Filumena”. Il feretro di Regina Senatore ha poi lasciato la chiesa della Ss. Annunziata tra gli applausi di quanti hanno partecipato alla cerimonia. Un ultimo, lungo, caloroso applauso per salutare l’ultima apparizione pubblica della grande Regina Senatore.

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