Referendum: Piero De Luca e Gianni Pittella a Caselle in Pittari per il Si

Scritto da , 2 ottobre 2016
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Presso l’Aula Springer di Caselle in Pittari (SA), si è tenuto un incontro pubblico sulle Ragioni del Sì al prossimo referendum costituzionale organizzato dal Comitato “Basta un Sì Campania – Ragione Pubblica”.

All’incontro, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e amministratori, sono intervenuti Piero De Luca, coordinatore scientifico del Comitato Ragione Pubblica Campania, l’Onorevole Gianni Pittella, Presidente del Gruppo S&D in Parlamento Europeo, i deputati PD Tino Iannuzzi e Sabrina Capozzolo, il Consigliere regionale PD Franco Picarone e Franco Alfieri, Consigliere all’Agricoltura del Presidente De Luca.

Il Presidente Pittella, dopo aver sottolineato il momento di forti tensioni che sta vivendo l’Europa, ha chiarito quanto sia importante – come fattore di stabilità della stessa Unione Europea – poter contare su un’Italia con un Governo forte e che dimostri di saper portare avanti un radicale processo riformatore.
Piero De Luca ha evidenziato come, dopo un dibattito ormai più che trentennale e dopo numerosi tentativi di riforma naufragati, la revisione della parte Seconda della Costituzione sia ormai una necessità per il nostro Paese.

In particolare, ha illustrato alcuni punti chiave della riforma costituzionale, sottolineando come il superamento del bicameralismo paritario (che non ha eguali nel panorama internazionale) sia assolutamente necessario per porre rimedio alla lentezza e farraginosità dei procedimenti legislativi, troppo spesso fattore di ritardo di competitività per il nostro Paese.

De Luca ha, poi, chiarito come la riforma del Titolo V, rendendo più chiari i criteri di riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni (si pensi alla materia delle politiche energetiche), consentirà all’Italia di recuperare quel gap di competitività che ancora scontiamo nei confronti dei Paesi nostri concorrenti.

Piero De Luca ha, poi, concluso invitando tutti i presenti a sostenere con forza le Ragioni del Sì, perchè si è detto convinto che grazie a questo lungimirante sforzo riformatore si potrà rilanciare in modo duraturo la crescita e la competitività del Paese e del Mezzogiorno e si rafforzerà la credibilità dell’Italia nello scenario europeo ed internazionale.

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