Rapporto hot: assolto ex calciatore - Le Cronache
Cronaca

Rapporto hot: assolto ex calciatore

Rapporto hot: assolto ex calciatore

Dopo quasi otto anni finisce l’incubo di Angelo Festa… Era stato condannato in primo grado a tre e tre mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un’infermiera del 118, a. v., nota anche per aver girato alcuni film amatoriali. Ieri i giudici della Corte d’Appello hanno assolto l’ex giocatore del Vietri Baia, Angelo Festa,  difeso dall’avvocato Felice Lentini, per non aver commesso il fatto. La vicenda risale al 2007 ed alla tumultuosa rottura tra i due fidanzati. Festa decide di lasciare la donna. Quest’ultima, alcuni giorni dopo, chiede ed ottiene un incontro al Baia Hotel per un chiarimento. Al termine della cena i due decidono di proseguire il colloquio in una stanza d’albergo dove si risveglia la passione. La coppia consuma un rapporto sessuale. Al termine del quale si verifica l’episodio contestato dall’infermiera del 118 con Festa che l’avrebbe costretta ad avere un rapporto anale a seguito del quale la donna si accorge di avere una lieve emorragia. La donna salda il conto e si dirige al pronto soccorso per le cure del caso ma non sporge denuncia nei confronti del calciatore. Decisione che prenderà qualche giorno più tardi salvo poi ritirarla e riprensetarla. La Procura di Salerno apre un fascicolo di inchiesta e Festa finisce a processo per violenza sessuale. In primo grado la condanna a tre anni e tre mesi di reclusione. Ieri la decisione della Corte d’Appello che ha suffragato la tesi difensiva dell’avvocato Lentini. Nel corso del procedimento è stato evidenziato come la donna avesse fornito della vicenda versioni differenti. Inoltre la Corte ha sottolinea che il rapporto è stato consenziente e che non è dimostrabile se ci sia stata una fase in cui la donna abbia deciso di sottrarsi dall’atto sessuale. Il procuratore generale, Maddalena Russo, aveva chiesto la parziale conferma della condanna con una provissionale da disporre in favore della parte civile. I giudici della Corte d’Appello (presidente Tringali, Giordano e Pellegrino) hanno prosciolto l’imputato rilevando che non ha commesso il fatto a lui contestato.