Rapine: Villacaro ed altri 5 rischiano il processo

Scritto da , 20 Gennaio 2016
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Rapine ed estorsioni. Nuovi guai giudiziari per Vincenzo “Ciro” Villacaro. Il boss salernitano deve difendersi da una richiesta di processo avanzata dal sostituto procuratore antimafia Rocco Alfano. Nei giorni scorsi Villacaro era stato raggiunto dall’avviso di chiusura indagini per il delitto di Fabio Petrone (è indagato con Vincenzo D’Andrea), ieri, invece, si sarebbe dovuta discutere l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Salerno Berni Canani. Il procedimento è stato rinviato per l’astensione degli avvocati penalisti. A risucchiare Villacaro, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Donato Stellato, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Ciro De Simone, rese nel corso davanti ai giudici della Corte d’Assise nel corso del processo per il delitto del fratello di “Pappacchione”. De Simone ha rivelato una serie di rapine che il gruppo guidato dal boss salernitano avrebbe effettuato nel periodo a cavallo del delitto di Donato Stellato.  Rischiano il giudizio, oltre Vincenzo Villacaro, anche altre cinque persone. Lo stesso Ciro De Simone, il pentito che ha permesso di scoprire alcuni affari del gruppo che non erano emersi nella prima fase investigativa (per due episodi il clan è già stato condannato dai giudici della Corte d’Assise d’Appello), Ivan Del Giusto, Luca Dolce, Raffaele Principe e Luigi Mercadante. Il collaboratore di giustizia, Ciro De Simone, ha fornito importanti elementi per ricostruire le rapine ai supermercati ed altri esercizi commerciali e non solo. L’uomo ha riferito di una serie di estorsioni nei confronti di commercianti e locali pubblici (tra questi “Il Giardino degli Dei”, l’Osteria del Padre Eterno, il Winner Garden e l’ottico Siano). De Simone ha riferito ciricostanze, poi rivelatesi determinanti, anche per due omicidi che presentavano ancora lati oscuri: Massimiliano Esposito e Fabio Petrone. Per entrambi i delitti il collaboratore di giustizia ha indicato mandante ed esecutori materiali.  La Procura ha chiuso il cerchio per l’omicidio di Petrone maturato nell’agosto del 2007 e che vede coinvolto Villacaro come mandante. Altri procedimenti paralleli sono aperti in relazione a truffe assicurative e ad altri affari illeciti indacati da Ciro “o limone” nel corso delle deposizioni davanti al pubblico ministero antimafia Rosa Volpe, ora aggiunto a Napoli, e davanti ai giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Salerno. L’udienza è stata aggiornata dal Gip Berni Canani per l’astensione degli avvocati penalisti. I legali (Torre, Spadafora, Gargiulo) potrebbero chiedere riti alternativi.
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