Rapina in banca, si va verso il processo. Notificatto l’avviso di conclusione delle indagini a carico del dipendente dell’istituto di credito, degli esecutori materiali e di un altro soggetto

Scritto da , 19 Luglio 2021
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di Pina Ferro

Rapina alla filiale della Bcc di Palomonte, notificato l’avviso di conclusione delle indagini al dipendente ell’agenzia dell’istituto di credito William Graziano, ritenuto la mente della gang che mise a segno il colpo e, a Pietro Smaldone ed ai due esecutori materiali della rapina: Giovanni Liguori e Alain Paone. Nella giornata di sabato il sostituto pro D’Alitto, titolare del fascicolo investigativo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini agli indagati che ora hanno a disposizione venti giorni per presentare memoria difensiva o per rendere delle dichiarazioni alla Pubblica accusa. Trascorso questo tempo il magistrato inoltrerà al Gup (giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio. Con le accuse di “rapina a mano armata e sequestro di persona in concorso tra loro”, lo scorso 26 maggio Graziano, Smaldone, Liguori e Paone furono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare tre in carcere ed uno ai domiciliari). Sono accusati della rapina a mano armata avvenuta a Palomonte, ai danni della Filiale locale della Banca di Credito Cooperativo di Buccino e Comuni Cilentani il scorso 13 agosto del 2020. La complessa e articolata attività investigativa, partita con l’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza, gli accertamenti sul luogo e dopo aver ascoltato il Direttore dell’istituto di credito, sequestrato all’interno della banca e costretto a fornire la chiave della cassaforte e proseguita attraverso attività di intercettazione telefonica e servizi di osservazione e controllo del territorio, ha consentito di individuare i responsabili del grave delitto e il dipendente infedele e ideatore della rapina: William Graziano. Graziano, appena trasferito presso la filiale di Palomonte, avvalendosi della collaborazione del suo amico Pietro Smaldone aveva infatti reclutato i due esecutori materiali: Giovanni Liguori e Alain Paone. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, fin da subito la responsabilità di Graziano è emersa con chiarezza: egli, infatti, non solo sapeva che quel giorno non sarebbe stato presente il collega di sportello, in ferie, ma era anche l’unico a conoscere la circostanza che proprio nella data del 13 agosto 2020, diversamente dal solito, in cassaforte era custodita un’ingente somma di denaro, oltre 110.000 euro, risultante dalla provvista necessaria all’approvvigionamento dello sportello ATM per la chiusura di Ferragosto e da un cospicuo versamento appena effettuato da un correntista, ma anche le abitudini dei dipendenti della banca. Riscontri decisivi all’ipotesi investigativa sono poi emersi grazie all’attività tecnica, telefonica ed ambientale, attivata fin dalle prime ore dopo l’evento, la quale ha consentito di cristallizzare le conversazioni tra Graziano e Smaldone, incentrate sulla necessità di recuperare la propria parte del bottino, ancora trattenuto interamente dai complici.

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