Quote rosa e stop ai sindaci candidati Ecco le prime grane dei partiti politici

Scritto da , 30 dicembre 2017

Andrea Pellegrino

Ultime ore del 2017, poi il nuovo anno farà il suo ingresso. Il 2017 si chiude, politicamente, con lo scioglimento delle Camere e con la data delle elezioni. Il 2018 si aprirà con una intensa campagna elettorale che durerà fino al 4 marzo, poi l’Italia avrà un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo. Chi vincerà? I sondaggi delineano un primo quadro che, sostanzialmente, è la proiezione di ciò che si ascolta in strada. Poi dipenderà dai candidati e dalla proposta politica che metteranno in campo. E ci sarà anche il rodaggio della nuova legge elettorale, con alcuni candidati “costretti” a tornare al vecchio metodo del «porta a porta» per conquistare il loro voto. Salerno farà storia a sé. Soprattutto si misurerà il peso di Vincenzo De Luca che piazzerà il figlio Piero nel collegio cittadino, o meglio ancora nel listino bloccato del Partito democratico. Un test politico che avrà ripercussioni – checché ne dica il governatore – sulla tenuta della Regione Campania ma anche sul Comune di Salerno, dove il secondogenito del presidente, Roberto, sogna di indossare la fascia che fu del padre. Insomma qualsiasi cosa accada, cambieranno gli equilibri politici, interni, esterni e nella stessa casa De Luca. Mara Carfagna scenderà in campo a Salerno. Ma nel listino bloccato di Forza Italia. Al secondo posto ci sarà (o dovrebbe esserci) Enzo Fasano, che dal Senato dovrebbe traslocare alla Camera dei Deputati. Sostanzialmente Fasano correrà in pole position, considerate le multiple candidature offerte all’ex ministro salernitano alle pari opportunità. Ed a proposito di quote rosa, i partiti sono già alla ricerca di donne per superare i limiti imposti per legge. Licia Polizio (legale di Francesca Pascale) per Forza Italia ma anche l’ex assessore regionale all’istruzione Caterina Miraglia; nel Pd oltre Angelica Saggese è possibile anche il ritorno in campo dell’ex consigliere regionale Anna Petrone. Nell’Agro si profila anche un possibile impegno della segretaria dei Gd, Federica Fortino, attuale assessore comunale a Nocera Inferiore. Più problematica la discesa in campo dei sindaci. La norma bloccherebbe, allo stato attuale, i primi cittadini aspiranti parlamentari. Un ostacolo che potrebbe essere superato solo nei comuni a scadenza naturale. E’ il caso di Pontecagnano dove Sica dovrà fermarsi obbligatoriamente pensando, dunque, ad una candidatura al Senato. Ma l’ultima parola, in questo caso, dovrà dirla direttamente Silvio Berlusconi. Il ritorno della Margherita, dell’Ulivo, della Democrazia Cristiana e di Clemente Mastella dovrebbe accontentare tutti gli scontenti esclusi dai grandi partiti. Il nuovo soggetto, battezzato dalla famiglia De Mita e guidato dal ministro Lorenzin, dovrebbe vedere – nel salernitano – la candidatura di Luigi Cobellis, ex segretario provinciale dell’Udc e consigliere regionale della passata consiliatura. La formazione “Insieme”, nata anche dalle ceneri di Campo Progressista, garantirà la riproposta di Michele Ragosta, oltre una possibile candidatura di Enzo Maraio. I centristi di destra, invece, potrebbero risistemare Nino Marotta, che da sinistra passa (o ritorna) dall’altra parte. Il deputato potrebbe spuntare anche un collegio uninominale a Battipaglia. Ancora, nella quarta gamba ci dovrebbe essere posto anche per Lello Ciccone, attualmente organico in Forza Italia ma da anni in attesa di collocazione. Mastella, invece, a Benevento dovrebbe puntare sul figlio Pellegrino mentre a Salerno potrebberi spolverare Luigi Nocera, suo ex segretario provinciale ai tempi del Campanile.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->