Quirinale, Maraio (Psi): “Si vada avanti con Draghi fino a fine legislatura”

Scritto da , 17 Gennaio 2022
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di Erika Noschese

“Mi auguro che il Governo vada avanti fino a fine legislatura con Draghi a Palazzo Chigi. Sarebbe profondamente sbagliato collegare l’elezione del Presidente della Repubblica con la tenuta e la durata del Governo”. Parla così il segretario nazionale del Psi, Vincenzo Maraio in merito alle elezioni per il presidente della Repubblica che inizieranno il prossimo 24 gennaio, alle ore 15. I socialisti non si sbilanciano sui possibili nomi perché, ha evidenziato Maraio, “non è una questione di nomi, ma di opportunità e di responsabilità”. E sulla possibile candidatura dello storico leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il numero uno dei socialisti taglia corto: “aspirazione legittima che tale resterà, il metodo di scelta del centrodestra è sbagliato”.

Segretario, il prossimo 24 gennaio la prima votazione per eleggere il Capo dello Stato. Cosa si aspetta per il post Mattarella?

“Auspico stabilità per l’Italia e che il dialogo fra le forze politiche che oggi sostengono il Governo continui con pacatezza e rispetto per individuare una figura di alto profilo, sostenuta da una larga maggioranza. C’è da affrontare la fase emergenziale di una pandemia che sta ancora piegando la nostra società e l’economia. Gestire al meglio la campagna vaccinale sarà l’unico strumento per tornare prima alla vita normale. Si dovrà intervenire subito per calmierare il costo delle bollette: il Psi è stato il primo partito in Parlamento a porre con forza tale questione al Governo. Serviranno maggiori fondi per eliminare del tutto l’Iva e le accise dalle bollette almeno fino al 2022. E poi c’è il Pnrr: il 2022 sarà l’anno in cui si apriranno nuovi cantieri e in cui nella nostra economia si stabilizzeranno in aumento i dati della crescita e della occupazione. Ecco, questi sono i tre motivi principali per i quali auspico che il Governo continui il suo operato”.

Per i socialisti quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere il futuro presidente della Repubblica?

“Autorevolezza, rispetto internazionale ed esperienza. Sono le tre caratteristiche principali. E aggiungo che, nell’interesse del Paese, occorre eleggere il Presidente con una maggioranza ampia, la più ampia possibile, scegliendo una personalità di alto profilo”.

Il centrodestra unito ha chiesto la disponibilità di Berlusconi. Se dovesse essere eletto quale Italia immagina?

“Quella di Berlusconi è una aspirazione legittima. Ma per fortuna sono convinto che tale resterà. Candidature politicizzate oggi complicano il confronto fra le forze politiche. Quella di Berlusconi, poi, ancora di più. Io penso che il metodo di scelta che pone il centrodestra sia sbagliato: nessuno può sentirsi in diritto, soprattutto in un Parlamento frastagliato come quello attuale, di considerarsi maggioranza e quindi pretendere di condizionare le scelte senza confronto ampio. Al cospetto, tra l’altro, di un gruppo misto che ormai è divenuto il più numeroso della storia repubblicana. Ritengo, invece, sia indispensabile trovare un accordo largo a partire dalla maggioranza che sostiene il Governo Draghi per poi allargarsi anche alle opposizioni: il Presidente della Repubblica è il garante di tutti”.

Dopo l’elezione del presidente, secondo lei l’Italia dovrebbe tornare al voto?

“Sarebbe auspicabile arrivare a fine legislatura. La priorità per l’Italia è quella di costruire una nuova fase e determinare una svolta. Le elezioni anticipate oggi metterebbero a rischio tutto quello che di buono si è fatto. E non è detto che portino ad una semplificazione del quadro politico. L’attuale legge elettorale non aiuta a delineare uno scenario chiaro”.

I socialisti hanno già un nome?

“Come detto non è una questione di nomi, ma di opportunità e di responsabilità. Il Paese vive un momento di difficoltà e come accadde in una stagione difficile e complicata come questa, serve affidare l’Italia e la Costituzione a una figura che sappia lavorare per metterci in sicurezza. Serve un Presidente come lo fu Sandro Pertini, un socialista amato dagli italiani che seppe affrontare e gestire i difficili anni di piombo”.

Al momento, nessun nome è stato ufficializzato. Draghi capo dello Stato è un’ipotesi fattibile?

“La storia delle elezioni del Quirinale ci ha dimostrato che tutto è possibile, soprattutto in un Parlamento frastagliato e in una Italia dove il sistema e la funzione dei partiti sono in crisi. Mi auguro che il Governo vada avanti fino a fine legislatura con Draghi a Palazzo Chigi. Sarebbe profondamente sbagliato collegare l’elezione del Presidente della Repubblica con la tenuta e la durata del Governo”.

Dopo due anni di pandemia, l’Italia è ancora in piena emergenza. Come valuta l’operato del governo? 

“Draghi ha rimesso in carreggiata l’Italia, recuperando un ruolo centrale per il nostro Paese. È sotto gli occhi di tutti la sua azione incisiva: gli obiettivi del Pnrr di quest’anno, 51 per la precisione, raggiunti in pochi mesi, l’avvio della riforma della giustizia e del fisco, il ritorno nella centralità politica europea ed internazionale con il G20 di Roma e con il trattato del Quirinale hanno rimesso il nostro Paese nella giusta collocazione geopolitica”.

Non sono mancati in questi mesi gli attacchi del governatore De Luca al premier Draghi. Polemiche strumentali o si poteva effettivamente fare di più?

“Una comprensibile dialettica tra diverse posizioni. Penso sia necessario rispettare i vari livelli istituzionali con le relative decisioni e prerogative, altrimenti si rischia di alimentare una confusione e un clima di incertezza che i cittadini non vogliono. Ritengo però indispensabile che il Governo coltivi con maggiore risolutezza il dialogo con le Regioni soprattutto perché la competenza sulla materia sanitaria è in capo a queste ultime, almeno fino a quando non si deciderà di riportarla in capo allo Stato. Che credo sia auspicabile dopo la confusione che si è determinata con la pandemia”.

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