Quella delega rifiutata da De Luca perché “mortificante”

Scritto da , 8 Settembre 2013
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di Marta Naddei

Maurizio Lupi non si era affatto dimenticato di assegnare le deleghe del suo Ministero alle Infrastrutture e Trasporti. E ne aveva trovata una anche per Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, il quale dopo cinque mesi è senza ancora una esatta collocazione all’interno del dicastero guidato dall’esponente del Pdl. Probabilmente, uno dei principali motivi per cui occupa ancora la poltrona di numero uno di palazzo di Città: ovvero la troppa incertezza sul suo cammino ministeriale e il destino sempre più incerto del Governo Letta. Per il primo cittadino di casa nostra, il ministro Lupi aveva scelto quella ai “Sistemi informativi, statistici e comunicazione”. Un ruolo che a De Luca proprio non sarebbe andato giù. Lui, abituato a pensare sempre in grande e con l’opportunità di avere tra le mani settori ben più importanti come proprio quello diretto alle infrastrutture (tematica a lui molto a cuore), avrebbe definito mortificante la decisione del suo diretto superiore e rifiutato la delega. Insomma, De Luca punta ad un incarico di maggior prestigio che gli consenta di tenere sotto controllo situazioni che gli stanno particolarmente a cuore e che con quello che era il compito per lui scelto dal ministro Lupi non avrebbe potuto monitorare e gestire.
Solo ieri l’altro il primo cittadino salernitano aveva lanciato, dalla sua settimanale tribuna televisiva, una dura invettiva nei confronti del titolare del Mit. Quell’«io non sono subalterno a nessuno» acquista dunque contorni ben precisi. «Le deleghe disponibili sono due: Lavori pubblici o Trasporti, decidete quale affidarmi. Sapendo che non mi fate un favore ma rispettate la legge. Si può mai pensare di gestire tutto il ministero come fatto privato? No». Questo diceva il sindaco De Luca, in buona sostanza. Dunque, sembra quasi che il primo cittadino salernitano, in quel di Roma, sia tra due fuochi: quello “amico”del Pd (con Vaccaro in testa che starebbe fermando la sua investitura ufficiale) e quello del Pdl.

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