Quel regolo che viene dal mare

Scritto da , 25 settembre 2015

 

Questa sera, alle ore 19, sulla terrazza del Circolo Canottieri, Carmine Mari assieme al giornalista Eduardo Scotti presenterà la sua opera prima, un thriller storico tra le ombre della Salerno medievale

 Di OLGA CHIEFFI

 

E’ un medioevo sospetto quello che Carmine Mari, lascia intravvedere nella sua opera prima “Il Regolo Imperfetto” pubblicato dall’Atmosphere Libri di Mauro Di Leo e già assurto a best seller dell’estate salernitana. E’ un volume che ha diverse linee di lettura, come tutte le opere valide, vi ritroviamo la finissima descrizione della Salerno del tempo, la copertina è stata infatti schizzata a china dallo stesso autore, quasi una ricostruzione delle strectule, delle piazze, della cornice delle mura, come tale è quella della società, una trama intrecciatissima da romanzo russo,  spezie antiche per un medioevo moderno, che personalmente avvicinerei ai Carmina Burana di Carl Orff, strumentazione novecentesca, comunicativa, tonale sui canti goliardici, oppure alla sigla dell’ “Almanacco del giorno dopo” in cui Antonino Riccardi Luciani usa il sardonico cromorno sulle tracce di una fantomatica chanson balladè di Guillame du Machaut, datata però 1977. Il volume, che ha avuto il suo lancio in Salerno Letteratura, una interessante vetrina alla V Fiera del Libro di Eboli, suscitando un acceso dialogo con il pubblico in sala, una particolare celebrazione nella raccolta piazzetta di Raito, borgo natìo dell’autore, ospite di Raitolibri promosso da Francesco Grillo, con una indovinata colonna sonora offerta dai tenori dell’Associazione culturale “Joseph Beuys ed oltre”, sbarca questa sera, alle ore 19 sulla terrazza della Canottieri Irno, da dove partirà per far rotta verso la Sicilia, in ottobre, sulla via dei Normanni e di Federico II, verso Palermo e Carini. Uno sguardo dal porto moderno, su quello antico, ove la Salerno medievale aveva incominciato a tessere traffici, lo  si getterà con Ermanno Guerra, assessore al Turismo e alle Politiche culturali del Comune di Salerno e Antonio Annunziata, socio fondatore e inossidabile atleta del sodalizio, i quali accompagneranno Carmine Mari nella disamina del thriller, coordinati dal giornalista Edoardo Scotti. Siamo nel 1239 nella Scuola medica di Salerno, e uno studente di nome Rogerius si trova invischiato in piani malefici orditi dal magister Ugo da Marcina, e dall’arcidiacono, nonché inquisitore apostolico, Vittore. Parallelamente, Arnaldo degli Arsenali scatena una guerra contro Raimondo di Puglia, reggente di Salerno, aizzandogli contro tutta la popolazione. Soltanto il Gran Maestro dell’ordine dei Teutoni, Herman Von Salza, è capace di restaurare l’ordine, sventare piani ed evitare una bolla papale. Destino vuole, però, che si ammali, e venga affidato alle cure della Scuola in cui studia il brillante Rogerius che, grazie alle ricerche di suo padre e ad un regolo con una combinazione numerica precisa, riesce a creare un miracoloso elisir curativo. Tutte le vicende sono ambientate in una Salerno medievale, abitata da diecimila persone e già famosa per la sua Scuola di Medicina, che ottenne l’istituzionalizzazione nel XIII secolo. A fare da sfondo all’intera storia, che è racchiusa in una settimana, vi sono le lotte tra Federico II e i comuni del Nord Italia alleati in diverse coalizioni, le guerre tra i vari ordini monastici militari, e una politica aggressiva. I personaggi sono molteplici e dalle diverse sfumature psicologiche: l’imperatore, figura portante e pilastro del paese; studenti di medicina geniali e coraggiosi; cavalieri teutoni severi e disciplinati; tagliagole strambi e a tratti violenti, una storia, questa che guarda anche al mare, ai traffici di spezie, ai nuovi mercati apertisi con le Crociate. Leggendo il volume ci balena la visione del medioevo dei francesi Jacques Le Goff, Marc Bloch e Lucien Febvre, di una storia umana, quale storia dell’uomo o degli uomini, oggetti della storia, dotati di funzioni molteplici, di attività diverse, di preoccupazioni e attitudini varie, che si mescolano fra loro, si urtano, si contraddicono, finendo per concludere una pace di compromesso, un modus vivendi che si chiama vita e che è giunta fino a noi.

 

 

 

 

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