Pua Santa Teresa, ora rischia anche il Consiglio. Crescent: polizze rumene ancora nel mirino

Scritto da , 7 agosto 2013
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di Andrea Pellegrino

Ci sono altri due elementi che potrebbero entrare nella vicenda Santa Teresa (Crescent e Piazza della Libertà): le delibere consiliari sul Pua e le polizze fidejussorie stipulate dalla Crescent srl a garanzia degli oneri di urbanizzazione. Sulla vicenda Pua, oltre alla giunta municipale di allora (già raggiunta da avvisi di garanzia, De Luca compreso), l’indagine potrebbe coinvolgere anche il Consiglio comunale. D’altronde le delibere dell’esecutivo, finite sotto la lente della Procura di Salerno, sono la conseguenza di deliberazioni consiliari. Come quella del 28 dicembre 2007 (numero 62, approvata con i soli voti contrari di Andria, Celano e Morrone) che sostanzialmente recepisce una delle delibere (la numero 754 dello stesso anno) contestata dalla Procura all’esecutivo dell’epoca, con la quale si manifestava la volontà di attuare il Pua di Santa Teresa per fasi. Non è escluso, dunque, che ben presto dall’esame degli atti dell’esecutivo si passerà a quello delle delibere consiliari, collegate naturalmente alla realizzazione del Crescent e della Piazza della Libertà.
Sul caso Crescent, invece, è molto probabile che, dopo l’avviso di garanzia al costruttore Eugenio Rainone – amministratore della Crescent srl – sotto la lente d’ingrandimento finiscano anche le polizze fidejussorie stipulate dal costruttore a garanzia del pagamento al comune degli oneri di urbanizzazione. In un esposto del comitato No Crescent si è evidenziato che la compagnia di assicurazione che ha rilasciato le polizze, la City Insurance con sede in Bucarest, è oggetto di inchieste (tra le altre, vicenda San Raffaele di Milano) di varie procure distrettuali antimafia, destinataria di provvedimenti di confisca e inibita ad operare in Italia con provvedimento Isvap del luglio 2012. Attualmente le indagini degli inquirenti si concentrano sul permesso di costruire. Infatti, viene addebitato al costruttore, Eugenio Rainone, la realizzazione dell’opera in assenza di valido titolo edilizio. In sostanza, si contesterebbe un permesso a costruire illegittimo che inficerebbe anche la successiva variante rilasciata dal Comune.
Una vicenda più che complessa che si potrebbe arricchire di nuovi elementi e documenti che da qui a breve potrebbero essere acquisiti dagli inquirenti e che s’intreccia anche con il giudizio in corso al Consiglio di Stato, dove Italia Nostra e No Crescent conducono la loro battaglia contro la costruzione della mezza luna di Bofill e promotori, tra l’altro, di ben 21 esposti che negli anni sono stati inoltrati alla Procura della Repubblica di Salerno.

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