Provinciali, l’esercito dei trasformisti: ad Angri nasce il “partito di De Luca”

Scritto da , 20 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

Una mappa di riposizionamenti. Le liste per le Provinciali si presentano così. Con molte sorprese, cambi e salti (politici) da uno schieramento all’altro. Il 9 gennaio, giorno dopo le elezioni, con molta probabilità i conti si faranno in ogni partito ma anche in ogni amministrazione comunale. Dalla «finestra» di Vincenzo De Luca entrano in parecchi. Un tempo di centrodestra, oggi con le solite liste contenitori di centro, si avvicinano alla schiera dei deluchiani. Tra tutte la novità più rilevante riguarda Marco Galdi, il sindaco del Popolo della Libertà, improvvisamente folgorato sulla via della sinistra. Merito o colpa del referendum che avrebbe avvicinato l’ex sindaco – ad oggi consigliere comunale d’opposizione – di Cava de’ Tirreni alla compagine “La Provincia di tutti” che raggruppa tutte le forze più a sinistra del Pd. Nella città metelliana, inoltre, in campo c’è anche il sindaco Enzo Servalli, candidato con il Pd, che dovrà vedersela anche con Enzo Passa, recentemente “transitato in maggioranza” per via socialista.

SCOPPIA IL CASO GALDI Ma il caso Galdi rischia di spaccare la sinistra. La candidatura del docente universitario non è stata ben vista dai vertici regionali di Sinistra Italiana.

CONFUSIONE AD ANGRI Ad Angri, però, il caso più emblematico. Qui dovrebbe esserci una amministrazione marchiata di centrodestra. Ma gli attuali posizionamenti avrebbero inaugurato nella città dei Doria il «partito della nazione». Partiamo dal sindaco. Cosimo Ferraioli è candidato nella lista “Cittadini per la Provincia di Salerno”. Lo schieramento si nasconde dietro “Scelta Civica” ma tra gli ispiratori figura anche Nello Fiore, consigliere regionale di Campania Libera. Lo stesso Fiore, ieri mattina, si è visto nei corridoi di Palazzo Sant’Agostino. Dunque, la formazione dovrebbe tendere verso Vincenzo De Luca. Ma tornando ad Angri, Ferraioli si ritroverà questo scenario: un consigliere della sua maggioranza candidato con Forza Italia. Si tratta di Alfredo Pauciulo che continuerà il suo percorso azzurro, e quindi del centrodestra. Nel suo schieramento (che sostiene sostanzialmente l’attuale presidente dell’amministrazione provinciale Giuseppe Canfora), si ritroverà Pasquale Mauri, suo ex concorrente alla carica di sindaco, che scende in campo con “Davvero al centro”. Mauri a sua volta si ritroverà un suo sostenitore candidato direttamente con il Partito democratico. Si tratta di Alberto Milo, consigliere provinciale uscente (un tempo Udc) che in nottata è riuscito a garantirsi un posto nella lista democrat. A Pagani, invece, il sindaco Salvatore Bottone ha candidato Bernando Califano nella lista con “Scelta Civica”. Ed anche in questo caso l’avvicinamento ai deluchiani sembrerebbe cosa fatta. Nonostante, però, abbia un suo consigliere comunale di maggioranza, Pietro Sessa, candidato con Forza Italia. .Ad Amalfi, il caso Matteo Bottone è il più eclatante. Un tempo socialista di destra, assessore della giunta provinciale di destra, oggi è nel Partito Socialista ed ha abbracciato il governatore della Campania, da qualche tempo particolarmente attento all’ex repubblica amalfitana. Poi c’è Eboli, con il sindaco Massimo Cariello, eletto con uno schieramento e candidato oggi alle provinciale con un altro, ed a sostegno del democrat Peppe Canfora.

 

L’ASSE VERDI – ALA Quanto alle alleanze, con i Verdi di Michele Ragosta, oltre all’ex segretario cittadino di Pontecagnano dei Fratelli d’Italia, Antonio Anastasio, c’è anche la componente di Ala di Verdini ed Eva Longo. Il loro candidato è Francesco De Angelis. E sempre in questa lista spunta anche Franco Plaitano che fu considerato «impresentabile» alle scorse elezioni regionali da Rosy Bindi.

L’ATTACCO DI FORZA ITALIA «Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana», sostiene il senatore Vincenzo Fasano, coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno. «Abbiamo fatto il nostro dovere nell’interesse dei cittadini e per garantire rappresentanza in un Ente, la Provincia, che le pessime riforme della sinistra hanno snaturato. Restano in piedi, al netto degli annunci sullo scioglimento, con meno risorse e con un meccanismo elettorale che offende gli elettori. Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio – sottolinea – alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana. Continueremo a denunciare politicamente questo sistema. L’ultima tornata referendaria conferma che i cittadini hanno voglia di partecipare e di liberarsi dai blocchi di potere», conclude Fasano. Rincara la dose Gaetano Amatruda. «Nelle elezioni provinciali la patologia del sistema, a Salerno il linguaggio ‘della frittura di pesce’ che diventa metodo di lavoro. Controllo del voto e pratiche trasformiste animano questa anomala tornata. I cittadini sono espropriati del diritto di voto e le segreterie di partito decidono, di fatto a tavolino, la composizione del prossimo consiglio provinciale. Nella sinistra di Vincenzo De Luca il sistema di potere – sottolinea – si sintonizza sulle anomalie e ingigantisce le patologie. Scompare l’idea di Provincia, non si vedono proposte ma solo giochi di potere». «La carica dei sindaci ha due effetti nefasti. Si snatura il senso del Consiglio, che diventa una conferenza di sindaci dove ognuno difenderà interessi particolari, e si tenterà di controllare e blindare il voto dei consigli comunali. Le elezioni provinciali – aggiunge Amatruda- vissute come occasioni per blindare le maggioranze. Due schiaffi in faccia ai cittadini dunque. Prima esautorati del diritto di voto e poi costretti a subire un regolamento dei conti interno ai partiti. Emblematico il caso di Salerno con Vincenzo Napoli». «Al metodo si associa poi la peggiore pratica del trasformismo. In politica è legittimo cambiare idea ma quando a farlo sono amministratori che passano da una parte all’altra, per garantirsi una via di accesso a palazzo Santa Lucia, siamo a pratiche vicino al ‘banditismo politico’. Il rischio del voto di scambio sempre altissimo nelle sinistra salernitana. Stupisce infatti il travaglio culturale di amministrati in carica che scelgono la maggioranza in Regione. Viene il sospetto – dichiara ancora – che i cambi siano condizionati dalla voglia e dal desidero di uno strapuntino». «Serve allora massima vigilanza, per fare alcuni esempi, su assessori come Matteo Bottone che dalla Giunta Cirielli e dalla vicinanza con Caldoro passano con De Luca. Serve capire quale spinta ideale abbia riportato a sinistra Massimo Cariello. Anche lui con De Luca nelle scorse settimane ha messo in scena, sui rifiuti, una pantomima. Sarebbe interessante poi comprendere quali saranno gli equilibri di Angri. Quale è l’esperimento politico che mette insieme centristi e Verdi con le frattaglie di Ala. Unico caso in Italia».

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