Provincia di Salerno: presentato volume sulla figura di Diego Tajani

Scritto da , 13 Aprile 2019
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di Antonio Iovino

Valorizzare la memoria storica, per riuscire a superare le problematiche odierne, come quella enorme della mafia, che è possibile battere partendo dai più giovani e valorizzando figure come Diego Tajani, un personaggio storico assolutamente attuale: questo è ciò che è emerso durante la presentazione del libro di Maurizio Mesoraca, già senatore e ora Presidente dell’Università Popolare Mediterranea di Crotone Upmede dell’Associazione Diego Tajani, intitolato “Diego Tajani, un cambiamento atteso un secolo e i nodi irrisolti dell’Italia”. “Il libro – afferma l’autore Mesoraca – parte da un grande personaggio eletto nel collegio di Amalfi – Salerno nel 1874. Costui è stato uno dei personaggi più famosi della storia del Parlamento italiano, intanto perché ha sollevato una serie di nodi, di questioni, che sono di estrema attualità. Egli fu avvocato, magistrato e parlamentare e in tutte e tre queste funzioni, ha assunto decisioni molto importanti. Nel 1875, Tajani, si alza nel Parlamento italiano e pone la questione della mafia in un memorabile discorso; all’epoca parlava della Sicilia perché eravamo agli albori del fenomeno, tant’è vero che si parlava di “maffia”, con due f. Da quel momento, nessuno ha potuto più dire che in Italia non c’era la mafia, magari ci hanno provato più tardi al nord, sostenendo che essa fosse un prodotto esclusivamente del meridione, ma poi questi signori hanno dovuto scoprire che essa esiste anche in Lombardia, nel Veneto, in Emilia Romagna ecc. Io ho assunto questo personaggio proprio perché costui pone questioni come quella della mafia o del Mezzogiorno, che sono attualissime”. Sempre Maurizio Mesoraca, poi, spiega il titolo del suo libro: “Parlo di nodi irrisolti poiché, dal 1875, da quando Tajani pone queste questioni, alcuni di questi nodi si sono aggrovigliati e spesso taluni si sono aggravati”. Mesoraca prosegue dichiarando che, a differenza di fenomeni come il brigantaggio e il terrorismo, la mafia ancora non è stata sconfitta, diventando, anzi, un fenomeno internazionale. I primi due, infatti, sono stati prontamente arginati e debellati, il terzo no, arrivando perfino a contaminare il mondo religioso e trovando, tra chi ha il compito di combatterlo, individui collusi. Infine, l’autore del libro, afferma che per sconfiggere questa piaga “è necessario tagliare i nodi tra il mondo della politica, il mondo dell’economia, il mondo delle istituzioni, che assume la mafia come uno strumento per il consenso; noi, invece, dobbiamo assumere, questa, come una battaglia di resistenza, di liberazione, perché sennò è difficile estirpare il fenomeno. Molta gente, ormai, è stata conquistata e assume la mafia come un fenomeno qualsiasi; è quindi importante andare nelle scuole per favorire le condizioni di un nuovo modello di sviluppo ed ecco perché, Tajani, è una figura molto importante per il presente”. Sull’evento e sul personaggio al centro dello stesso, si è espresso anche il Presidente dell’Università Popolare Interculturale, Walter Iannotti, il quale ha dichiarato: “I temi che centrava Diego Tajani nel 1800 in realtà si ripetono nel Mezzogiorno d’Italia e, come dice anche Maurizio Mesoraca, influiscono anche sulle responsabilità delle regioni del nord; ciò è dimostrato anche dalla cronaca recente e dall’insediamento, sempre più quotidiano, di malavita al nord».

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