Prostituzione e tratta degli esseri umani, “Non è una piaga soltanto extra Ue”

Scritto da , 26 Gennaio 2020
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di Giovanna Naddeo

La violenza contro le donne, ancora oggi tra le più diffuse e persistenti violazioni dei diritti umani. E’ stato il tema del dibattito tenutosi nella mattinata di venerdì scorso presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles dal titolo “Donne crocifisse. La vergogna della tratta raccontata dalla strada”. Sul tavolo, organizzato dall’europarlamentare pentastellata Isabella Adinolfi, lo sfruttamento della prostituzione e la tratta degli essere umani. “Solo una task force europea può mettere in comune risorse, competenze e informazioni di intelligence per sconfiggere il fenomeno”. E’ quanto affermato da don Aldo Buonaiuto, sacerdote anti-tratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, nonché autore di “Donne Crocifisse- La vergogna della tratta raccontata dalla strada” (edito da Rubettino, con prefazione di Papa Francesco). “La tratta” – ha aggiunto il sacerdote “va inserita come argomento di formazione nelle aule scolastiche dell’intero continente. Ciò è fondamentale per dare speranze alle nuove generazioni e per sconfiggere l’ignoranza. I giovani devono opporsi all’ingiustizia inammissibile di vedere loro coetanei innocenti ridotti a merce umana. Le agenzie educative hanno una responsabilità decisiva”. Un maggior coordinamento delle forze di polizia a livello comunitario contro la tratta, è quanto sottolineato dal sottosegretario al Viminiale, Carlo Sibilia: “Bisogna portare nel dibattito europeo la lotta alla prostituzione coatta e il traffico degli esseri umani. Gli arresti effettuati dalla Dia a Bari e in altri tre paesi europei confermano che le organizzazioni operano a livello internazionali. Per combatte un fenomeno che si allarga a livello comunitario, servono sinergie e coordinamento comunitario”. “Dignità umana e libertà individuale non devono restare lettera morta- ha sottolineato Adinolfi- E’ inaccettabile che in Europa esistano tragedie e abomini come le riduzioni in schiavitù testimoniate da don Buonaiuto a Bruxelles. Molte delle vittime della tratta hanno passaporto europeo. Non si tratta, quindi, “di un fenomeno esclusivamente legato all’immigrazione dall’Africa e dall’Asia. Non è una piaga che proviene soltanto dall’esterno dell’Unione Europa”, precisa Adinolfi: “E’ un errore ritenere che tutti i paesi europei mettano lo stesso impegno nel contrastare la tratta. Il rifiuto di queste vergognose forme di asservimento deve diventare un requisito irrinunciabile per l’ingresso di un paese nell’Unione Europea. Nelle commessioni dell’Europarlamento trovo difficoltà a trovare rispetto per diritti delle donne che noi diamo per scontate. Siamo stati leggeri a considerare che tutti i paesi siano allo stesso livello di consapevolezza. Il no alla tratta deve diventare un punto fondamentale anche nella definizione degli accordi commerciali e della gestione dei fondi comunitari. Un ruolo fondamentale deve svolgerlo la scuola e l’Ue è carente nel considerare tra le abilità degli studenti non solo quelle che servono a trovare un’occupazione ma anche ad arricchire interiormente lo studente dal punto di vista della coscienza individuale e dei valori”.

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